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Frutto di un progetto? | Il cervello dello scoiattolo artico

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Gli scoiattoli artici vanno in letargo
per circa 7 mesi l’anno.
Anche se a volte
viene paragonato al sonno,
il letargo è molto diverso.
Il sonno rigenera il cervello.
Il letargo invece sembra danneggiarlo.
Quando lo scoiattolo va in letargo,
il suo ritmo respiratorio
e la sua frequenza cardiaca
diminuiscono drasticamente,
e la sua temperatura corporea
arriva sotto lo 0.
Il flusso sanguigno si riduce moltissimo,
privando così il cervello dell’ossigeno
e delle sostanze nutritive.
Col passare dei giorni,
le cellule cerebrali chiamate neuroni
si atrofizzano,
e migliaia o addirittura
milioni di connessioni
dove sono immagazzinati i suoi ricordi
sembrano dissolversi.
Alcune proteine si raggruppano
e aderiscono ai neuroni,
contribuendo alla perdita di memoria.
Sotto alcuni aspetti
il suo cervello comincia ad assomigliare
a quello di un malato di Alzheimer.
Poi succede qualcosa di straordinario.
Ogni 2 settimane circa, il suo corpo
comincia a tremare con forza,
così la sua temperatura corporea ritorna
a livelli normali per circa 15 ore.
In questo periodo, il cervello elimina
le proteine agglomerate
e ripristina i neuroni atrofizzati,
recuperando così la piena funzionalità
in appena 2 ore.
Questo processo si ripete
durante tutti i 7 mesi del letargo.
Il cervello viene privato
di nutrimento e ossigeno
e poi rivitalizzato.
Tutto questo accade ogni 2 settimane,
finché in primavera lo scoiattolo
esce dal letargo
illeso.
E non è tutto.
Gli scienziati ritengono
che le vecchie connessioni fra i neuroni
siano in qualche modo predisposte
a ricostituirsi rapidamente.
Così lo scoiattolo ritorna ad avere
non solo un cervello funzionante
ma anche incredibilmente i suoi ricordi.
I ricercatori sperano che una migliore
comprensione di questo processo
li aiuti a scoprire nuove terapie
contro le malattie
che colpiscono il cervello umano.
Che ne dite?
La capacità rigenerativa
del cervello dello scoiattolo artico
è un prodotto dell’evoluzione?
O è frutto di un progetto?