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Dove sono oggi | Rosalía Phillips. È scritto che lo vedrò

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Sono cresciuta in una famiglia di cantanti
e artisti molto famosi.
Probabilmente il più famoso era mio papà,
Germán Valdés,
meglio conosciuto come Tin Tán.
La musica è sempre stata parte di me.
Fin da piccola volevo esprimere me stessa,
quindi presi la chitarra
e iniziai a comporre a modo mio canzoni.
Non avevo mai aspirato
ad avere una carriera come cantante,
non era quello che volevo.
Ma quando avevo circa 15 anni
mio padre morì
e per questioni economiche
iniziai a sentire la pressione
e la necessità di dover trovare lavoro.
Entrai a far parte di un gruppo musicale
e questo spianò la strada al mio successo
come attrice e cantante.
Solo che iniziai a rendermi conto
che in quell’ambiente
le persone attorno a me
non erano molto sincere
e per questo smisi di fidarmi degli altri.
Quando conobbi la verità,
conobbi anche persone bellissime, genuine
che mi volevano davvero bene,
a quel punto in me
avvenne un po’ una trasformazione.
Iniziai a essere diversa,
allegra, felice, piena di brio.
Una volta tornati in Messico,
come genitori avevamo paura
che i nostri figli
finissero per essere assorbiti
dal mondo dello spettacolo.
Io e mio marito
abbiamo fatto tutto il possibile
perché questo non accadesse.
Quando mia figlia Gianna aveva 17 anni
le chiesi di accompagnarmi
a un appuntamento di lavoro
a Città del Messico,
in una delle emittenti televisive
più importanti.
Lì c’era un signore, un talent scout,
che la vide e le disse: “Anche tu canti?”
E lei rispose di sì.
Poi cantò e il signore disse
che aveva una voce bellissima,
al punto che le chiese
di seguirlo subito nel suo ufficio.
E lo sentii dire a mia figlia:
“Guarda, puoi avere una grande carriera
qui in televisione,
ti renderemo famosa.
Questo è il contratto,
vieni lunedì che lo firmiamo”.
Ero un po’ preoccupata.
Quando Gianna uscì dall’ufficio le chiesi:
“Hai accettato l’offerta?”
E Gianna mi rispose: “No mamma,
io amo troppo servire Geova.
Come faccio ad accettare?
Mi piace tantissimo fare la pioniera”.
E con sua sorpresa,
una settimana dopo
ricevemmo una chiamata dalla Betel
in cui lei veniva invitata a partecipare
a un progetto musicale.
E tuttora lei continua a usare
la sua bellissima voce per Geova.
Nel corso degli anni
Geova ci ha permesso
di collaborare con la Betel insieme
perché tutte e due abbiamo potuto partecipare
a progetti musicali.
In alcune occasioni
ho visto come Satana
mi ha messo davanti degli ostacoli.
Mi hanno offerto dei contratti
legati alla fama di mio padre,
ma avrebbero assorbito
quasi tutto il mio tempo.
Accettare avrebbe significato
smettere di fare la pioniera,
quindi ho rifiutato.
Geova mi ha ricompensato
nel corso degli anni.
Ogni volta che mi veniva offerto un contratto
e io rifiutavo,
Geova ci dava qualcosa in cambio,
ad esempio la possibilità di dare una mano
con i preparativi
per diverse scuole teocratiche.
Tutte le prove mi hanno insegnato
a confidare in Geova,
proprio come disse l’apostolo Paolo,
cioè che “senza fede
è impossibile piacere a Dio”.
E Dio “ricompensa
quelli che lo cercano assiduamente”.
Mi rende davvero felice
predicare con mia mamma,
che ha più di 90 anni.
Insieme ci dedichiamo
a diverse forme di servizio.
Nel corso degli anni diversi miei parenti
hanno chiesto di studiare la Bibbia
e oggi alcuni di loro sono testimoni di Geova.
Mi piace tantissimo quando in compagnia
io, mia mamma e mia figlia
prendiamo la chitarra
e ci mettiamo a cantare.
Vedo che gli altri sono felici e si divertono.
Non vedo l’ora di rivedere mio papà
nel nuovo mondo.
Immagino già di dargli il benvenuto,
presentargli i miei figli
e vederlo di nuovo con mia mamma.
Spero che sia un posto vicino al mare
e ho proprio intenzione
di proporgli di cantare insieme
come facevamo una volta.
Sono assolutamente determinata
a essere leale a Geova per sempre.