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JW Broadcasting (maggio 2026)

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Benvenuti su JW Broadcasting.
Che tipo di padre è il nostro Dio, Geova?
Lo scopriremo in questo programma
e vedremo perché possiamo sentirci al sicuro
all’interno della sua famiglia.
Conosceremo una sorella
che è rimasta vicino a suo Padre, Geova,
nonostante le brutte notizie
e le prove inaspettate
che ha incontrato nella vita.
E poi scaveremo nella Bibbia,
questa volta nel libro biblico di Naum.
In questo programma siamo felici
di presentare anche 2 nuove serie.
La prima ci mostrerà come Geova con amore
ci dà la formazione di cui abbiamo bisogno
quando ci rendiamo disponibili
per servirlo a tempo pieno,
e la seconda ci farà scoprire
come si svolgono vari incarichi teocratici.
Questo è JW Broadcasting.
Cosa vi viene in mente
quando sentite la parola “padre”?
Un uomo amorevole, premuroso,
che si preoccupa davvero della famiglia?
O un uomo assente, negligente
e che maltratta la sua famiglia?
Beh, di sicuro la risposta dipende
da che tipo di uomo è o era nostro padre.
Ma perché la parola padre
è così importante per noi?
Uno dei motivi è che spesso nella Bibbia
è Geova a essere chiamato così.
È vero, la Bibbia usa diversi titoli
per parlare di Geova,
ma Gesù usava frequentemente
il termine padre
e questo dimostra
che Geova vuole che lo vediamo così.
Parlando di Gesù,
anche nel suo caso la Bibbia usa molti titoli
per riferirsi a lui:
l’Artefice, la Parola, l’arcangelo Michele.
Ma lui è soprattutto conosciuto
come figlio di Dio.
E sulla base
del sacrificio di riscatto di Gesù,
Geova vede anche noi,
i suoi imperfetti servitori, come suoi figli.
Geova desidera starci vicino, amarci,
creare un rapporto padre e figlio
con ognuno di noi.
Il termine padre evidenzia
quello che prova Dio per i suoi servitori.
Geova ama profondamente la famiglia.
Vediamo come il profeta Isaia
descrive questo amore in Isaia 64:8:
Che belle parole!
“O Geova, tu sei nostro Padre”.
Non importa quello che ci può venire in mente
pensando a un padre umano,
Geova è un padre meraviglioso.
La Bibbia ci insegna tante cose
su che tipo di padre è Geova.
Se prendiamo in considerazione
solo i racconti dei vangeli,
leggiamo che Gesù
usa il termine padre più di 160 volte.
Qual è il punto?
Per Geova siamo la sua famiglia.
Più comprendiamo il tipo di padre
che è Geova Dio,
la sua personalità, l’amore che prova per noi,
e più riusciremo ad amarlo e a fidarci di lui,
del nostro padre celeste.
Ora che abbiamo detto questo,
parliamo brevemente
di quello che sta alla base
del nostro legame con Geova.
Leggiamo insieme
la prima parte di Genesi 1:26.
Qui Geova sta parlando con Gesù
della creazione dei suoi figli sulla terra.
Poi Dio disse:
“Facciamo l’uomo a nostra immagine,
a nostra somiglianza”.
Geova ha creato gli esseri umani
a sua immagine.
Ed è logico, visto che di solito
i figli assomigliano ai genitori,
hanno delle caratteristiche in comune.
Ma quali caratteristiche
ci rendono simili a Geova?
Di certo non sono caratteristiche fisiche,
perché Geova è uno spirito.
In 1 Giovanni 4:8 però
possiamo trovare un indizio
Perché?
Siamo fatti a immagine di Dio
e questo vuol dire
che possiamo imitare le sue qualità,
come l’amore, che è la principale.
Geova è un padre affettuoso e premuroso,
che ama la sua famiglia,
ed essendo suoi figli creati a sua immagine,
abbiamo la capacità di amarlo
e di sentire il suo amore.
È proprio così.
L’amore è ciò che sta alla base
del nostro legame con Geova.
Vediamo insieme tre modi
in cui Geova mostra amore ai suoi figli.
Primo, come padre amorevole,
Geova si prende cura di noi.
In primo Pietro 5:7 ci viene detto:
È possibile avere cura di qualcuno
dal punto di vista materiale, fisico,
ed è una buona cosa.
Ma la cura di Geova si limita forse
solo a questo tipo di bisogno?
No.
Vediamo cosa dice 2 Corinti 1:3,4.
Notate ora.
Geova è il “Padre della tenera misericordia
e l’Iddio di ogni conforto”.
Quindi sì, Geova ha cura di noi
dal punto di vista spirituale,
ma fa molto di più di questo.
Lui si prende cura di noi
mettendoci tutto il cuore,
ci dà conforto.
Geova ha cura di noi
dal punto di vista fisico,
emotivo e spirituale.
Facciamo un esempio.
Immaginate
di aver avuto un piccolo infortunio
e quindi andate dal dottore.
Lui vi dice
che avete bisogno di cure mediche
e vi assicura che si prenderà cura di voi.
Ma immaginate anche
che lui non sia solo un dottore di esperienza,
lui è anche vostro padre.
A questo punto
prendersi cura di voi avrà la priorità.
Oltre a questo,
non si preoccuperà solo che guariate
ma continuerà a prendersi cura di voi
ogni giorno.
È coinvolto in prima persona.
Non è confortante?
Nostro padre ci ama.
Geova è proprio questo tipo di padre.
Sì, Geova è un dottore di esperienza
e ha già stabilito il giorno
in cui eliminerà il dolore e la sofferenza,
ma Geova non farà solo questo.
Lui è il padre della tenera misericordia
e l’ddio di ogni conforto,
s’interessa dei suoi servitori
a livello individuale
e ha cura di noi ogni singolo giorno,
fino alla fine di questo sistema,
e per tutta l’eternità.
Avete mai sperimentato
la tenera cura di Geova e il suo conforto?
Magari
attraverso la nostra famiglia spirituale,
i fratelli e le sorelle della congregazione
che imitano l’amore
e la tenera misericordia di Geova.
O forse Geova vi ha rafforzato,
o confortato
attraverso un racconto biblico in particolare.
O magari un versetto
vi ha insegnato qualcosa di più
su una delle sue promesse.
La cura che Geova ha per noi
è uno dei modi in cui esprime il suo amore.
E visto che il suo amore non ha mai fine,
lui non smetterà mai di avere cura di noi.
Vediamo ora un secondo modo
in cui Geova si dimostra un padre amorevole.
Ci dà la possibilità
di parlargli apertamente di ogni cosa.
Una comunicazione aperta
è fondamentale per una famiglia felice.
Ad esempio
a molte famiglie piace mangiare insieme
e raccontarsi
cos’è successo durante la giornata.
E prima abbiamo letto 1 Pietro 5:7,
in cui Geova ci invita
a gettare su di lui le nostre ansietà.
Ma se lui è nei cieli,
come facciamo a parlargli apertamente?
Attraverso la preghiera.
Grazie alla preghiera, possiamo parlare
a Geova di quello che ci sta a cuore,
quello che ci mette ansia, cosa ci fa felici,
i nostri obiettivi per il futuro
e possiamo ringraziarlo
per quello che fa per noi.
Geova ascolta le nostre preghiere,
proprio come un bravo papà
ascolterebbe suo figlio o sua figlia.
Ma Geova fa più
che ascoltare le nostre preghiere,
risponde alle nostre preghiere.
Geova ispirò gli scrittori della Bibbia
affinché riportassero i suoi pensieri per noi.
Quando leggiamo e meditiamo sulle scritture
e anche sul cibo spirituale
che lo schiavo fedele e saggio ci provvede,
Geova Dio usa il suo spirito santo
per aiutarci a trovare
quello di cui abbiamo bisogno
e avvicinare i nostri pensieri ai suoi.
Potrebbe usare uno dei suoi servitori
o forse qualcuno che ancora non lo serve
per rispondere a una preghiera.
Vogliamo prestare attenzione
ai modi in cui Geova risponde
alle nostre preghiere.
Potremmo anche farne un elenco
e rivederlo di tanto in tanto.
Allora perché alle volte dobbiamo aspettare
per ricevere una risposta
alle nostre preghiere?
Vuol dire che la nostra richiesta
non è importante per Geova?
E che siamo per così dire,
gli ultimi della lista?
Certo che no,
forse abbiamo solo bisogno
di essere più pazienti.
O forse che la risposta che abbiamo ricevuto
non è proprio quella che volevamo.
Immaginiamo che un papà e una mamma
portino i loro figli a trovare i nonni.
I genitori sanno
che quel viaggio durerà 10 ore.
Ma qual è la prima cosa
che chiedono i bambini?
“Siamo arrivati?”
È normale
che vogliano arrivare il prima possibile.
Ma non ci possono fare niente,
il viaggio durerà comunque 10 ore,
arriveranno dai nonni.
Devono solo mostrare pazienza
e trovare qualcosa da fare durante il viaggio.
Per esempio preghiamo perché venga la fine,
e a dirla tutta, ci piacerebbe tanto
se la fine arrivasse oggi.
È come se chiedessimo a Geova:
“Allora, siamo arrivati?”
È giusto pregare perché venga la fine.
Ma come per quei bambini in viaggio,
per avere una risposta alle nostre preghiere
abbiamo bisogno di pazienza.
Comunque quei bambini mentre aspettano,
non sono lasciati a loro stessi.
Ci sono i genitori lì con loro.
Allo stesso modo,
dobbiamo mostrare pazienza.
Ma ricordiamo che nostro padre, Geova,
è in viaggio insieme a noi.
Questo sistema finirà
proprio al momento giusto.
E se ci teniamo impegnati nel servire Geova,
il tempo passerà più velocemente.
Alle volte invece, ci rendiamo conto
che alla nostra richiesta
Geova sta dicendo di no.
Non viene esaudita.
I bravi genitori sanno che amare i figli
a volte significa anche saper dire di no.
Vi ricordate l’apostolo Paolo?
Lui soffriva a causa di quella
che definì una spina nella carne.
Pensiamoci un attimo,
Geova aveva dato a Paolo il potere
di compiere miracoli a favore degli altri.
Ma nel suo caso,
quando Paolo supplicò “tre volte”
affinché quella spina fosse tolta,
quale fu la risposta di Geova?
“No”.
Allora cosa disse Geova a Paolo?
“Ti basta la mia immeritata bontà”.
Geova non avrebbe eliminato quella spina
ma avrebbe dato a Paolo
la forza di continuare ad andare avanti
nonostante quel problema.
Geova aiuterà anche noi
a perseverare con lealtà durante le prove
e la nostra perseveranza dimostra
quanto amiamo Geova
e quanto ci fidiamo di lui.
Sia che dobbiamo aspettare con pazienza
la risposta a una nostra preghiera,
sia che come per Paolo la risposta è no,
possiamo essere sicuri che Geova ci ama.
Vediamo quello che Geova ispirò
l’apostolo Giovanni a scrivere
in Giovanni 14:21.
Queste sono le parole di Gesù:
Notate qui:
Quindi capiamo che se facciamo
del nostro meglio per imitare Gesù,
Geova ci amerà, ce lo dice.
E quando lui dice che ci ama,
lo pensa davvero.
Poter comunicare apertamente
con il nostro amorevole padre Geova
è un privilegio speciale.
Ora vediamo un ultimo modo
in cui Geova si dimostra un padre che ci ama.
Geova fa di tutto
per prendersi cura della sua famiglia.
Ogni genitore potrà dire
che crescere un figlio è una soddisfazione
ma richiede anche un gran lavoro
e questo vale anche quando i figli sono bravi.
E onestamente, chi di noi
non ha fatto tribolare i propri genitori
almeno qualche volta?
Pensiamo a tutte le cose
che i genitori fanno per i propri figli.
Provvedono a cibo, vestiti, una casa,
si divertono insieme.
Per non parlare delle visite mediche,
l’istruzione e la disciplina.
Un attimo.
Disciplina?
Spesso pensiamo
che disciplinare equivalga a punire;
è vero che a volte la punizione
fa parte della disciplina.
Ma nella Bibbia quando si parla di disciplina
non si parla solo di correzione,
ma anche di guida, insegnamenti
e addestramento.
Quindi la disciplina è una cosa buona.
E va a braccetto
con l’istruzione e l’addestramento.
Geova vuole che viviamo felici per sempre.
Sì, è vero.
A volte ci disciplina, infatti ci dà guida,
insegnamenti e anche addestramento.
Inoltre ci corregge,
così che diventiamo persone più spirituali.
Lo fa attraverso la Bibbia, il cibo spirituale
provveduto dallo schiavo fedele e saggio,
e anche attraverso fratelli maturi
della congregazione.
Tutto questo ci raffina
dal punto di vista spirituale.
Per essere un bravo genitore,
bisogna darsi molto da fare,
e molti di voi che sono genitori
lo fanno con gioia
e Geova apprezza i vostri sforzi.
Anche lui si dà molto da fare per noi.
Infatti, essendo un padre amorevole,
ha sempre fatto di tutto per aiutarci,
per migliaia e migliaia di anni.
Pensiamo un attimo
a qualcosa della creazione
che ci piace particolarmente.
Un bel tramonto,
un piatto delizioso, la musica, cantare,
dei fiori profumati,
stare insieme alla famiglia e gli amici,
oltre a tutto il cibo spirituale
che apprezziamo così tanto.
Tutti questi bei regali
vengono da nostro padre, Geova.
Lui fa così tanto per la sua famiglia.
E lo fa perché ci ama.
Abbiamo iniziato questo discorso
con una domanda:
cosa vi viene in mente
quando sentite la parola “Padre”?
Abbiamo detto che la risposta dipende molto
da come siamo stati trattati da nostro padre.
E se invece tu, per un motivo o per un altro,
un padre non ce l’hai?
Leggiamo insieme nella Bibbia
le tenere parole di Geova
che troviamo nel Salmo 68:5
Dalla sua “santa dimora” nei cieli,
Geova vede la tua situazione
e ti menziona nello specifico,
come un componente importante
della sua famiglia.
Cosa diceva il versetto?
“Padre degli orfani
e difensore delle vedove è Dio”.
In altre parole, Geova ti sta dicendo:
“Questo fa parte della mia essenza.
So che non hai un papà
o non hai il suo sostegno, ma tu hai me.
Io sono tuo padre”.
O forse un padre e una famiglia ce l’hai.
Ma ti fanno opposizione perché servi Geova.
Leggiamo allora la bella promessa
che viene fatta
in Marco 10:29, 30.
Gesù dice:
E anche se i tuoi genitori o i tuoi familiari
hanno preso le distanze
a causa della tua fede, ricorda.
Tu fai parte della famiglia di Geova.
In tutto il mondo ci sono letteralmente
milioni di servitori di Geova che ti amano.
E naturalmente non perdiamo la speranza
che i nostri familiari non testimoni,
un giorno conoscano Geova
e inizino ad amarlo.
Qualsiasi sia la nostra situazione,
come servitori di Geova,
facciamo parte di una famiglia straordinaria.
Geova ama i suoi figli.
Geova amerà per sempre i suoi figli.
Presto porrà fine a questo sistema
e porterà un nuovo mondo
dove il peccato non ci sarà più
e ogni altro problema sarà risolto.
Fino ad allora
si prenderà teneramente cura di noi.
Ascolterà
e risponderà sempre alle nostre preghiere.
E farà di tutto per aiutarci.
In questo modo,
prepara la sua famiglia per la vita eterna.
Geova fa tutto questo
e anche molto, molto di più
perché ama la sua famiglia.
Allora con un cuore pieno di gratitudine,
possiamo dire come il profeta Isaia,
“O Geova, tu sei nostro Padre”.
Quando aveva 22 anni,
la sorella Bethel Rodish ricevette l’invito
per servire alla sede mondiale,
ma un tumore al cervello cambiò i suoi piani.
La sua storia è nel numero di Svegliatevi!
del 22 aprile 1990.
Da allora
la sorella Rodish
ha avuto molte altre dimostrazioni
del fatto
che senza dubbio Geova è suo Padre.
Era una mattina di fine settembre.
Ricevetti una telefonata da un fratello
che mi invitava
a servire alla Betel di Brooklyn per 3 mesi.
Io mi scusai e gli spiegai
che non potevo stare molto al telefono
perché dovevo andare
a fare una visita medica.
Il dottore mi chiamò nel suo studio
e mi disse:
“I risultati indicano
che hai un grosso tumore al cervello.
Dobbiamo chiamare la tua famiglia”.
Il chirurgo che mi operò
fu davvero bravissimo.
E furono necessari 2 interventi.
Dopo il secondo intervento,
il dottore fu molto felice di dirci
che era riuscito
a rimuovere completamente il tumore.
Nel giro di un anno,
la mia vita tornò alla normalità.
Nella primavera del ’90
mi trasferii a Brooklyn
e lì incontrai Bob Rodish.
Ci fidanzammo.
Dopo esserci fidanzati,
facemmo domanda per rimanere alla Betel
e fummo molto felici quando l’accettarono.
Passarono un paio d’anni e poi rimasi incinta.
Nel giro di pochi anni
avevamo una bella famiglia.
Avevamo 2 bimbi ed ero incinta del terzo.
Quando stavo per entrare
nel secondo trimestre, però,
ci fu la tragedia.
Perdemmo il bambino.
Mentre eravamo in ospedale,
mia madre tenne i bambini.
Lei ci aiutò tantissimo,
dicendogli che il loro fratellino
non sarebbe tornato a casa con noi.
Quando arrivammo a casa,
i bimbi ci corsero incontro.
Non riuscivo proprio a parlare.
Ero, ero troppo sconvolta.
Bob ci abbracciò forte forte
e disse ai bambini che il bimbo era morto.
Conoscendo i nostri figli e la situazione,
ritenemmo che sarebbe stato meglio
non essere duri, ma comunque diretti,
dicendo cos’era avvenuto
e spiegando che purtroppo
a volte succedono queste cose brutte.
Questo ci avrebbe aiutato a ripartire
tutti insieme come famiglia.
Entrare in cameretta
e vedere tutti i vestitini
che avevo piegato e sistemato
solo il giorno prima è stato difficile.
Cosa avrei fatto di tutte quelle cosine?
Circa 5 mesi dopo la perdita del bambino
stavamo andando all’adunanza,
entrai in Sala,
ma non riuscii a trattenere le lacrime.
E così,
quasi subito uscii e tornai in macchina.
2 mie care amiche
capirono cosa stava succedendo,
uscirono fuori,
si sedettero in macchina con me
e mi lasciarono parlare del bambino,
mi lasciarono parlare dei miei figli.
Mi ascoltarono e mi tennero la mano.
Poi mi fecero ridere,
e poco dopo
tutte e 3 tornammo in Sala insieme.
Geova fu al nostro fianco.
Ci diede veri amici in congregazione.
Ad esempio alcuni,
anche se erano molto impegnati,
si prendevano il tempo
per venire il venerdì sera da noi a cena,
giusto per fare 2 chiacchiere insieme.
Non erano chiacchierate impegnative,
ma erano molto utili per distrarci
da quel peso invisibile e costante.
Sperimentare l’amore di Geova
in modi molto specifici
mi ha fatto capire quanto sia importante
mostrare lo stesso amore agli altri.
Che si tratti di mandare un messaggio,
scrivere un bigliettino
o dire “ti vogliamo bene”,
“per noi sei importante”,
“per te ci siamo sempre”,
sono cose che cerco di fare regolarmente.
Nel corso della mia vita
ci sono stati momenti specifici
in cui ho sentito
che Geova mi dava la sua forza.
Penso che capiti a tutti
di essere così stanchi da dire:
“Non ce la faccio proprio
ad andare alle adunanze
o ad andare in servizio”.
Ma quando avevamo bisogno
di energie fisiche, Geova ce le ha date.
Quando avevamo bisogno di energie mentali
ed emotive, Geova ce le ha date.
Ho vissuto in prima persona
le parole di Deuteronomio 33:27:
“Dio è un rifugio dai tempi antichi,
le sue braccia eterne sono sotto di te”.
Le difficoltà che ho vissuto
mi hanno insegnato
che non c’è niente
che io non possa affrontare
con l’aiuto di Geova.
Sviluppare qualità cristiane come la fede
ci rende più forti
per affrontare i problemi della vita,
proprio come sta facendo la sorella Rodish.
Uno dei modi per sviluppare queste qualità
è iniziare il servizio a tempo pieno.
Fare questo
ci aiuterà a crescere spiritualmente
e a rendere la nostra personalità
sempre più simile
a quella del nostro Padre celeste.
Ed è per questo che siamo felici
di annunciare una nuova serie:
Il servizio a tempo pieno
aiuta a sviluppare le qualità cristiane.
Questa serie mostrerà
come gli incarichi teocratici
hanno aiutato fratelli e sorelle
a manifestare maggiormente
il frutto dello spirito
nella loro vita quotidiana.
Vi invitiamo a guardare il primo episodio di
Il servizio a tempo pieno aiuta
a sviluppare le qualità cristiane | Amore.
Sono cresciuto in una piccola città,
dove la maggioranza delle persone
apparteneva alla stessa cultura
e aveva un determinato modo di fare le cose
e un determinato modo di pensare.
Quindi entrare in una squadra
per la costruzione di Sale del Regno
per me
è stato un grande cambiamento.
Mi sono trasferito da un posto dove c’era
una sola cultura o una tribù prevalente
a un posto dove c’era una grande varietà
di lingue, culture e tribù.
Questo mi ha aiutato a capire
che ero limitato nel mio amore,
perché alla fine mostravo amore
solo a persone di una certa cultura
o di una certa tribù.
E così mi sono reso conto
che in me c’era un po’ di pregiudizio.
Servo in una squadra
per la costruzione di Sale del Regno,
ed è un ambiente bellissimo.
Collaboriamo con i fratelli, viviamo con loro
e a volte piangiamo con loro.
È una vera famiglia.
Ma entrare nella squadra per le costruzioni
ha significato uscire dalla mia comfort zone,
lasciare i fratelli della mia congregazione,
gli amici che vivevano vicino a noi.
Avevo iniziato a pensare
che in questo nuovo incarico
non stessi ricevendo l’amore
che ricevevo prima.
Ma 1 Corinti 13:4 mi ha fatto capire
che forse io stavo mostrando amore
solo in certe forme, in certi modi.
Se volevo manifestare vero amore cristiano,
dovevo fare molto di più.
Vengo da un contesto diverso
e una delle cose che ho imparato
nell’opera nella circoscrizione
è l’importanza
di mostrare più amore ed empatia.
Per esempio, c’era un fratello
che arrivava in ritardo
durante il mio discorso
e una volta arrivato
si addormentava.
Non sto dicendo
che sono il miglior oratore del mondo,
ma ecco, lui arrivava tardi
e si addormentava.
Mi dava un po’ fastidio,
anche se non era amorevole da parte mia,
visto che ero a conoscenza del fatto
che quel fratello lavorava
dalle 12 alle 16 ore al giorno, 6 giorni su 7.
Visto che non ho nessun parente nella verità,
vedo i fratelli e le sorelle
come la mia famiglia.
Mi rendo conto
che per loro la vita è difficile
e fanno tanti sforzi per rimanere fedeli.
Quando arrivo in una congregazione
vorrei subito fare amicizia.
Ma può non essere sempre facile
perché gli altri a volte non vogliono aprirsi
e mi dico: “Ma come?”
Sinceramente me la prendo un po’.
Ma Mike mi ha detto:
“Guarda, anche tu sei un po’ così.
Anche per te
non è sempre così facile esprimerti”.
E mi sono accorta che sì, è proprio vero.
Questa situazione mi sta insegnando
a essere paziente con le sorelle,
a essere più amorevole
e a mettermi, sì, insomma,
a mettermi di più nei loro panni.
Geova sta modellando ognuno di noi,
ma penso che far parte di una squadra
per le costruzioni
abbia davvero accelerato questo processo.
Ora riesco a vedere le persone
piuttosto che il colore della loro pelle,
la loro lingua o la loro tribù.
Quando sono entrata a far parte
di una squadra per le costruzioni
è stato come se Geova mi avesse detto:
“Tu pensi di sapere come mostrare amore.
Pensi di sapere
e di capire cos’è il vero amore,
ma permettimi di dimostrarti
cos’è il vero amore”.
Adesso, ogni volta che ci spostiamo,
riesco a creare legami forti,
a sentirmi in famiglia ovunque io vada.
Il servizio a tempo pieno
ha insegnato tanto a entrambi,
ci ha davvero aiutato
a mostrare ancora più amore,
a essere più empatici
nei confronti dei fratelli.
Il servizio a tempo pieno
mi ha aiutato ad amare di più i fratelli
perché trascorro più tempo con loro,
e questo mi ha portato a capirli meglio.
E così, appunto, provo più amore per loro
e anche per mio marito.
Saper ascoltare meglio le sorelle
delle congregazioni che visitiamo
mi aiuta ad ascoltare meglio
anche quando sono con mio marito.
Avete notato
quali sono alcuni risultati positivi
del coltivare l’amore fraterno?
Legami più forti, più empatia,
comprensione e pazienza.
Speriamo che questa nuova serie
motivi tutti noi a valutare
se ci possiamo rendere disponibili
per qualche incarico
nel servizio a tempo pieno.
Nel nostro discorso iniziale
abbiamo detto che,
proprio come un Padre amorevole,
Geova a volte ci disciplina.
E a volte lo fa ricordandoci qualcosa.
In questa adorazione mattutina,
il fratello Troy Snyder spiega
come possiamo avere il giusto punto di vista
sulle esortazioni che ci dà Geova.
Cosa vi viene in mente
quando sentite queste parole:
“come diceva il promemoria”,
“volevo ricordarti”,
o “c’era anche questo da fare”?
Facciamo finta di niente?
Pensiamo:
“Ma io questa cosa la sapevo già”?
O forse ci irritiamo
perché ci è stato ricordato qualcosa
che non abbiamo ancora fatto.
Oppure potremmo sentirci inadeguati
perché ci è stato ricordato
che siamo mancanti in qualcosa.
Invece, i promemoria che ci dà Geova Dio
sono diversi
da quelli che ci danno gli uomini.
Apriamo la Bibbia in Salmo 119
e vediamo l’effetto e il potere
che hanno le esortazioni di Geova.
Salmo 119, versetti 2 e 3.
Qui dice:
“Felici quelli che seguono le sue esortazioni,
che lo ricercano con tutto il cuore!
Non commettono alcuna ingiustizia
e camminano nelle sue vie”.
Quindi, per essere felici
dobbiamo mettere in pratica
le esortazioni di Geova.
Grazie a esse
abbiamo un maggiore intendimento
un punto di vista diverso.
Siamo ancora più determinati a rimanere fedeli
e, come dice il versetto 3,
riusciamo a fare ciò che è giusto,
camminare nelle vie di Geova.
E sono le sue esortazioni
ad aiutarci nei momenti difficili.
Le esortazioni di Geova
sono come dei segnali stradali
in una strada trafficata.
Ci indicano la strada da percorrere
in un mondo che è nel caos.
Ci rassicurano, siamo sulla strada giusta.
E, se ci perdiamo,
ci aiutano a ritornare di nuovo in pista,
a rimetterci in carreggiata.
Il versetto che stiamo esaminando oggi
è una delle esortazioni di Geova
che troviamo nella Bibbia.
Apriamo la Bibbia in 1 Pietro 2,
e leggiamo i versetti 13 e 14.
1 Pietro 2.
Notate l’esortazione che viene data qui,
dice: “Per amore del Signore
sottomettetevi a ogni istituzione umana,
sia al re in quanto superiore
sia ai governatori
in quanto mandati da lui
per punire i malfattori
e per lodare quelli che fanno il bene”.
L’apostolo Pietro
esortò i cristiani del I secolo
a rimanere neutrali
e a essere sottomessi ai governi,
che esistono perché è Geova a permetterlo
e a concederlo loro.
Non era una cosa nuova,
conoscevano le parole di Gesù
riguardo al Regno
e al sostenere il Regno di Dio.
Avevano anche capito
ciò che intendeva Gesù
riguardo a rendere
“a Cesare ciò che di Cesare”
e “a Dio ciò che è di Dio”.
Sapevano anche
che gli apostoli avevano detto:
“Dobbiamo ubbidire a Dio quale governante
anziché agli uomini”.
Allora, perché avevano bisogno
di queste esortazioni?
Perché li avrebbe aiutati in un mondo
che sarebbe stato sempre più diviso.
Le persone intorno a loro
avevano forti opinioni politiche
e questo li avrebbe messi alla prova.
Avrebbero dovuto ricordare
l’importanza di rimanere neutrali.
Come li ha aiutati questo principio?
Torniamo al versetto 13.
Qui dice: “Per amore del Signore”.
Ha dato loro un punto di vista diverso.
Ricordò loro
che essere sottomessi ai governi
non significa sostenere le loro politiche
o le guerre.
Piuttosto, vuol dire che rispettiamo Geova
e quello che lui ha disposto
e aspettiamo che sia lui a sistemare le cose.
Quel principio aiutò i cristiani
a non opporsi ai governi,
a rimanere concentrati sul Regno,
e a predicare e a insegnare la buona notizia
proprio di quel Regno.
Ovviamente,
questa non fu l’unica esortazione.
Pochi anni prima l’apostolo Paolo
aveva scritto la lettera ai Romani
e aveva parlato delle autorità superiori
e aveva anche menzionato
il principio della sottomissione.
Lì consigliò ai cristiani
quale atteggiamento avere
nei confronti dei governi.
Non passò molto tempo.
Più o meno nello stesso periodo
in cui scrisse Pietro,
Tito ricevette la lettera
in cui l’apostolo Paolo ricordò l’importanza
di rimanere sottomessi ai governi.
Tutte queste esortazioni
li aiutarono a rimanere neutrali
e a continuare a seguire la guida di Geova.
Questo li avrebbe aiutati molto
perché stava per scoppiare la persecuzione,
la persecuzione proprio contro i cristiani.
Se avessero ascoltato questa esortazione,
Geova di certo li avrebbe aiutati.
E notate adesso
quello che dice il versetto 15.
In 1 Pietro 2:13, 14
ci viene detto
di essere sottomessi ai governi.
Notate però cosa dice il versetto 15:
“È infatti volontà di Dio
che, facendo il bene,
mettiate a tacere gli uomini insensati
che parlano per ignoranza”.
Quindi, grazie alla loro condotta,
Geova li avrebbe aiutati
a continuare ad adorarlo fedelmente.
Li avrebbe aiutati
in quella situazione difficile.
E questo è proprio quello che accadde
nel I secolo.
Qualcosa di simile
sta accadendo anche ai nostri giorni.
Ad esempio, pensiamo a questo:
in un certo paese,
ai fratelli e alle sorelle fu ricordata
l’importanza di rimanere neutrali.
Poco dopo
scoppiò una guerra civile molto violenta.
I fratelli seguirono quell’esortazione,
rimasero neutrali
e rimasero sottomessi al governo.
Poco dopo la guerra finì
e il governo
cercò di rendere il popolo più unito.
Per farlo, varò diverse leggi.
Una di queste prevedeva
che per registrare il proprio matrimonio
si partecipasse a una cerimonia
che includeva anche la bandiera.
Questo violava
la posizione neutrale dei fratelli.
Cosa fecero?
Andarono dagli ufficiali governativi
e spiegarono
che durante la guerra erano rimasti neutrali.
Gli ufficiali governativi
conoscevano la loro posizione
e la rispettavano.
Uno di loro disse:
“Non vogliamo farvi questo”.
Poco dopo modificarono la legge
così che i fratelli
potessero rimanere neutrali.
Tutto questo
perché i fratelli ascoltarono Geova
e mantennero una buona condotta.
Il popolo di Geova
riceve regolarmente delle esortazioni.
Ad esempio,
gli Aggiornamenti dal Corpo Direttivo.
Recentemente ci è stato ricordato
di porci degli obiettivi nel ministero
e di predicare ovunque ci siano le persone,
perché noi amiamo le persone.
Questa è un’esortazione
che ci rende felici, vero?
Un altro aggiornamento
ci ha parlato del punto di vista di Geova
su chi si è allontanato dalla pura adorazione
o su chi ha peccato
e su cosa possiamo fare
per riaccogliere queste persone
e collaborare con Geova.
Questo ci ha aiutato
ad applicare meglio i princìpi biblici.
Davvero un’ottima esortazione.
E che dire dell’abbigliamento e dell’aspetto?
Anche se abbiamo una grande varietà di stili
e i tempi sono cambiati,
il nostro aspetto e l’abbigliamento
devono sempre dare lode a Geova.
Ci è stato ricordato di pregare per i fratelli
e le sorelle che sono in prigione.
Siamo stati anche incoraggiati
a non smettere mai di predicare,
anche nel caso
in cui venissimo imprigionati o perseguitati.
E oltre a questo, ci è stata ricordata
l’importanza di rimanere neutrali,
proprio come i fratelli e le sorelle
del I secolo.
Questo perché viviamo in un mondo
completamente diviso.
Le persone non riescono mai
a trovare un accordo
su temi politici e sociali.
Questo è quello che diceva l’aggiornamento:
“Il Corpo Direttivo
desidera ricordarci questi aspetti
perché Satana vuole che ci schieriamo
nelle questioni politiche”.
Poi ci è stato ricordato
di esaminare i princìpi
nel libro
Versetti utili nella vita di un cristiano
sotto l’argomento “Governi”.
Fare questo ci aiuterà
a imprimere questi princìpi nel nostro cuore
e ci aiuterà a sapere come rispondere
quando qualcuno ci farà delle domande.
Ci aiuterà a tenere unito il popolo di Geova.
Come servitori a tempo pieno
ci vengono ricordati più volte
diversi aspetti.
Ad esempio, l’importanza di perdonare
i nostri fratelli e le nostre sorelle.
E poi ci viene anche ricordato
che quando non andiamo d’accordo tra di noi
o con un altro reparto
vogliamo cercare la pace,
così da rimanere uniti.
Ci viene ricordato
di leggere la Bibbia tutti i giorni.
Questo perché
con tutti gli impegni che abbiamo
dobbiamo ricordarci
di ascoltare la voce di Geova ogni giorno
tramite la lettura della Bibbia.
A noi sorveglianti viene ricordato
che la cosa più importante
è prenderci cura dei fratelli.
Ce lo ricordano così spesso,
perché a volte potremmo concentrarci
su quello che dobbiamo fare
e trascurare le pecore di Geova.
E ci è stato ricordato che quando pensiamo
di non valere nulla o di valere poco,
dobbiamo scacciare questi pensieri,
ricordare che Geova ci ama.
Lui vede le nostre belle qualità,
è misericordioso con noi.
Lui ci tiene stretti a sé
e ci conforta quando siamo affranti.
Quindi, quando Geova ci ricorda qualcosa,
non vogliamo ignorarlo.
Vogliamo prestare la massima attenzione.
Notate infatti
cosa disse il salmista in Salmo 119:111.
Lui disse: “Le tue esortazioni
sono la mia eredità per sempre,
perché sono la gioia del mio cuore”.
Le esortazioni di Geova ci rendono felici,
ci tengono uniti ai fratelli e alle sorelle.
Ci aiutano a camminare nella sua via,
ci aiutano a rimanere vicini a lui.
Grazie per averci esortato
a considerare le esortazioni di Geova.
Se ascolteremo Geova,
cresceremo spiritualmente
e anche il nostro desiderio
di servire i fratelli crescerà.
Vi siete mai chiesti cosa si fa
quando si ha un certo incarico teocratico?
O magari avete già un incarico teocratico
e vi chiedete cosa fa chi ne ha uno diverso.
Siamo felici di annunciare un’altra serie
che ci farà conoscere meglio
gli incarichi teocratici.
Si intitola La giornata tipo di…
Ogni episodio ci porterà dietro le quinte
della giornata tipo
di tanti fratelli e sorelle di tutto il mondo
che si impegnano in vari incarichi diversi.
E questo mese
daremo il via alla serie con l’episodio
La giornata tipo di un traduttore.
Ciao, sono Han Na Kim.
Presto servizio come traduttrice
nel team di lingua dei segni coreana.
Il Reparto Traduzione
traduce il cibo spirituale
dall’inglese in varie altre lingue.
Cerchiamo di usare espressioni
che siano accurate,
facili da capire e naturali.
Nel caso della traduzione in lingua dei segni
si trasforma un testo scritto in un video.
Usiamo le mani e le espressioni facciali
per trasmettere le idee.
Ora sto leggendo il materiale
che tradurremo oggi.
Sto pensando a come organizzare i concetti,
a quali sono le idee principali
e a come esprimerle al meglio
in lingua dei segni.
Per essere traduttori
servono ottime competenze linguistiche.
Io pensavo di conoscere piuttosto bene
la lingua dei segni,
quindi quando ho iniziato a servire
nel reparto mi sentivo sicura di me.
Ma più imparavo,
più capivo quanto ancora avessi da imparare.
Durante la formazione
ho cominciato a fare più attenzione
alla grammatica e alla struttura della lingua,
ai segni più usati dai sordi
e alle traduzioni in altre lingue.
Questo mi ha aiutato a trasmettere le idee
in modo più scorrevole e chiaro.
In genere un team di traduzione
è composto da 3 persone.
Insieme ci occupiamo di tradurre e controllare
che la traduzione sia accurata e naturale.
Visto che in lingua dei segni
non si può scrivere,
registriamo la traduzione
sotto forma di video.
Oggi stiamo traducendo un articolo
su un tipo di balena,
ma ognuno di noi
usa un segno diverso per balena.
Quindi cerchiamo di capire quale è compreso
e usato dalla maggioranza delle persone.
A volte è difficile
scegliere l’espressione giusta
da usare nella traduzione.
In questi casi
i componenti del team espongono le loro idee
e quando troviamo l’espressione perfetta
che mette tutti d’accordo,
sentiamo davvero
che Geova ci sta aiutando.
È una sensazione bellissima.
I fratelli e le sorelle che traducono
provengono da contesti molto diversi.
Noi traduciamo insieme,
andiamo alle adunanze insieme
e predichiamo insieme.
Siamo proprio come una famiglia.
1, 2, via!
Di recente le procedure di traduzione
sono state semplificate,
quindi i traduttori ora
si occupano anche della registrazione
e della post-produzione.
All’inizio mi sembrava difficile
e oltre le mie capacità.
Non ero sicura di riuscire a farlo bene,
ma grazie alla formazione e all’aiuto ricevuti
sto imparando moltissimo.
3, 4…
Ok, è venuto bene!
Io e la mia compagna di stanza Hyun Ji
siamo nello stesso reparto
e serviamo nella stessa congregazione.
È davvero bello
poter parlare di tutto con lei.
Quando traduco
non penso a come applicare a me il materiale,
piuttosto mi concentro
su come esprimere i concetti
in modo naturale nella lingua dei segni.
Poi, quando la traduzione viene pubblicata
e la studio per conto mio,
penso a quello che mi sta dicendo Geova
e a come mettere in pratica gli insegnamenti.
Anche le pubblicazioni
che durante la traduzione ho letto e riletto
a volte mi sembrano nuove e diverse
quando poi le studio per conto mio.
Ho capito che devo prendermi il tempo
per fare davvero mio il cibo spirituale
perché mi sia di beneficio.
I miei genitori sono sordi,
quindi ho imparato la lingua dei segni
da piccola.
Quando ho iniziato
a prestare servizio come traduttrice,
mi ha commosso vedere tanti fratelli e sorelle
che si impegnano duramente
a favore di un piccolo numero di sordi.
L’amore e la cura del nostro Padre celeste
mi toccano profondamente.
Voglio fare del mio meglio
perché i sordi capiscano bene il materiale
e si sentano incoraggiati e motivati.
Poter aiutare i fratelli e le sorelle
che usano la lingua dei segni
mi dà grande gioia e soddisfazione.
E vedere come questo aiuta i miei genitori
ad avvicinarsi sempre di più a Geova
mi rende particolarmente felice.
Sono molto felice
di far parte del Reparto Traduzione
e di vedere di persona
l’opera che Geova sta compiendo.
Spero che anche altri
possano provare la gioia che dà
questo servizio speciale.
La sorella Kim
ha detto una cosa molto importante:
anche se il suo incarico la porta
a essere a contatto con il cibo spirituale,
deve prendersi il tempo
per nutrirsi di quello stesso cibo
per rafforzare la sua amicizia con Geova.
Tutti noi che abbiamo incarichi teocratici
dovremmo ricordarlo.
Cari ragazzi, speriamo che questa serie
vi motivi ancora di più
a darvi da fare nell’opera di Geova.
Il video musicale
mostra un altro bellissimo aspetto
della nostra famiglia spirituale.
Sia che siamo nell’opera di predicazione,
sia che incoraggiamo qualcuno
nella congregazione,
vogliamo dire sempre
Parole al momento giusto.
♪ Incendierà e avvelenerà, ♪
♪ o sanerà e conforterà: ♪
♪ quello che dici che peso che ha! ♪
♪ Potente è ciò che provocherà. ♪
♪ Parole: doni che Dio dà. ♪
♪ Che effetto faranno? Da te dipenderà. ♪
♪ Pensaci su, non te ne pentirai; ♪
♪ il momento poi più giusto sceglierai. ♪
♪ Se bene parlerai, il bene tu farai. ♪
♪ Vedrai che regalo diverrai. ♪
♪ Il mondo si nutre di falsità. ♪
♪ Se imiti Geova sceglierai la verità. ♪
♪ Parole sincere col cuore dirai, ♪
♪ e così tutti incoraggerai. ♪
♪ Parole: doni che Dio dà. ♪
♪ Che effetto faranno? Da te dipenderà. ♪
♪ Pensaci su, non te ne pentirai; ♪
♪ il momento poi più giusto sceglierai. ♪
♪ Se bene parlerai, il bene tu farai. ♪
♪ Vedrai che regalo diverrai. ♪
♪ Parole: doni che Dio dà. ♪
♪ Che effetto faranno? Da te dipenderà. ♪
♪ Pensaci su, non te ne pentirai; ♪
♪ il momento poi più giusto sceglierai. ♪
♪ Se bene parlerai, il bene tu farai. ♪
♪ Vedrai che regalo diverrai. ♪
È il momento di scavare nella Bibbia!
Il libro biblico di Naum
è il settimo dei 12 profeti minori
che stiamo prendendo in esame
in questa serie.
Pensate a quali punti possono esservi utili
o a quali ricerche potreste fare
per scavare più a fondo.
Mi piace tanto fare insieme delle ricerche
sulla lettura biblica settimanale.
Il libro di Naum
contiene princìpi biblici importantissimi.
È vero, parla della sovranità di Geova
e della santificazione del suo nome.
E allora iniziamo!
Come sappiamo,
uno dei consigli dello schiavo fedele
è di leggere la Bibbia lentamente
e con una buona dose di curiosità.
È proprio vero, la fretta è un nemico.
Sì. Per esempio, capitolo 1, versetto 1:
“Dichiarazione solenne contro Ninive”.
Aspetta, fermiamoci un attimo qua.
- Ninive la conosciamo bene.
- Eh, sì.
Geova aveva già mandato un profeta lì, Giona.
E sappiamo come l’aveva presa Giona.
Gli assiri erano davvero spaventosi.
E Giona scappò via.
Posso solo immaginare
cosa sarà passato per la testa di Naum
quando Geova cominciò
a dargli questo messaggio.
Chissà quale fu la sua reazione.
Deve aver provato molta ansia,
ed è comprensibile
se facciamo qualche ricerca su Ninive.
Ho usato l’Indice
e ho cercato all’esponente “Ninive”
e alla voce “Città di spargimento di sangue”.
Ottima idea!
Usare l’Indice
per cercare informazioni aggiuntive.
Una Torre di Guardia
citava uno studioso che scrisse:
È orribile!
Penso che Naum fosse molto più che ansioso.
Ma non sarà stato l’unico.
Se guardiamo la linea del tempo,
a quanto pare
Naum profetizzò durante il regno di Giosia.
E Giosia
aveva intrapreso una grande campagna
per eliminare la falsa adorazione dal paese.
Chissà se Giosia e gli israeliti
provarono una certa apprensione
nel ripristinare la pura adorazione.
Anche perché l’Assiria
era la superpotenza dell’epoca,
tutto quello che voleva fare lo faceva.
Penso proprio che gli israeliti temessero
che tutte quelle riforme
avrebbero finito per provocare gli assiri.
Si saranno chiesti
e anche loro sarebbero stati scorticati vivi
come gli abitanti di Samaria.
Immaginati noi lì con nostra figlia.
Ma guarda cosa fa Geova nel versetto 3.
Richiama l’attenzione
sul modo in cui esercita la sua sovranità,
rassicura il popolo del fatto
che lui è “paziente” ma “grande in potenza”.
Ho fatto una ricerca
e questa è una delle poche volte
nelle Scritture
in cui Geova mette in relazione
la sua pazienza con la sua grande potenza.
Geova voleva
che si concentrassero sulla sua potenza
e sul suo modo di governare,
non sulla minaccia assira.
Com’è rassicurante!
Poi Geova va oltre, e al versetto 15 dice:
È un po’ come se Geova stesse dicendo:
‘Non ho ancora distrutto l’Assiria,
ma continuate ad adorarmi senza paura.
Celebrate le feste’.
Voleva dire: “Potete fidarvi di me”.
Esatto.
E alla fine
mostrò la sua straordinaria potenza
distruggendo Ninive in modo così completo
che alcuni critici pensarono addirittura
che non fosse mai esistita.
Che sollievo per Giosia, Naum
e tutti gli altri israeliti!
Avrebbero potuto adorare Geova
felicemente e in pace.
Dato che si concentrarono
sul modo di governare di Geova,
la loro ansia si trasformò in fiducia.
Questo è un bellissimo punto.
Aspetta che me lo scrivo.
Il modo di governare di Geova ci dà fiducia.
E questo punto
diventa ancora più significativo
se lo colleghiamo
con la nostra amicizia con Geova.
È vero,
il modo in cui Geova esercita la sua sovranità
rivela che tipo di persona è.
Continuo a ripensare a questa frase:
“Geova è paziente e grande in potenza”.
Di solito
con gli esseri umani funziona al contrario.
Quindi se Geova è paziente con i suoi nemici,
perfino con gli oppositori più crudeli
e violenti come gli assiri,
non lo sarà anche con me?
Quando faccio degli errori,
tendo subito a pensare
che per Geova non valgo più niente.
Ma meditare su questo aspetto
mi aiuta a vedere Geova
come un Padre amorevole e paziente.
E la pazienza che mi mostra
è un’espressione del suo amore per me.
Questo mi dà fiducia nel mio rapporto con lui.
Che bel pensiero.
A volte siamo noi
i peggiori giudici di noi stessi.
I nostri pensieri possono essere crudeli
e persistenti, ma Geova non è così.
Questo mi fa riflettere.
Se Geova è paziente con me,
non dovrei esserlo anch’io?
A volte devo impegnarmi molto
per obbligare la mia voce interiore
a riflettere i sentimenti di Geova.
E che dire se ho un certo grado di autorità
in famiglia o nella congregazione?
Dovrei chiedermi: “Sono paziente?
Cosa ne pensa Geova?
Se fossi uno che si arrabbia facilmente,
chi gli ricorderei?”
Bella riflessione.
Stavo anche pensando alla potenza di Geova.
Gli israeliti non dovevano avere paura.
La potenza dell’Assiria non era niente
in confronto a quella di Geova.
Quindi anche se noi siamo circondati
dal terribile mondo di Satana,
non abbiamo niente da temere.
Geova usa la sua forza per aiutarci.
Quando affronteremo delle prove
voglio concentrarmi
sul modo di governare di Geova.
Invece di avere paura pensando
a quanto è grande per me un problema,
cercherò di pensare a quanto il problema
sia piccolo di fronte a Geova.
Sono d’accordo.
Voglio anche leggere regolarmente
le news su jw.org.
Vedere come i fratelli stanno perseverando
anche se vengono perseguitati
rafforza la mia fiducia nel fatto
che Geova aiuterà anche me
a perseverare di fronte alla persecuzione.
Il loro esempio è una prova del fatto
che Geova usa la sua potenza
per aiutare il suo popolo anche oggi.
Lui è davvero “paziente e grande in potenza”.
Ok, ti leggo un attimo
quello che mi sono segnata.
Leggere lentamente ed essere curiosi,
usare l’Indice
per cercare informazioni aggiuntive,
pensare a che tipo di persona è Geova.
E c’è ancora molto altro.
Ad esempio, ci sono altri dettagli
della profezia sulla distruzione di Ninive
che si sono adempiuti.
In che modo questo rafforza la nostra fede?
Dai, allora andiamo avanti.
Ho trovato anche…
In questo programma ci è stato ricordato
che abbiamo il miglior Padre dell’universo,
Geova Dio,
e che nessuno ci ama come lui.
Far parte della sua famiglia spirituale
vale qualunque sacrificio.
Vogliamo coltivare
la qualità cristiana dell’amore
per creare con i nostri fratelli
quel “legame che unisce perfettamente”.
Rafforzare la nostra spiritualità
ci permette di continuare ad assolvere
gli incarichi che abbiamo
e a sostenere l’opera del Regno.
E quando ci troviamo
ad affrontare prove inaspettate,
non perdiamo mai la fede nel fatto
che Geova è nostro Padre e la nostra Roccia.
I saluti di questo mese ci arrivano dal Gabon,
situato sulla costa occidentale
dell’Africa centrale
e a volte chiamato l’Eden dell’Africa.
Le sue meraviglie naturali
includono foreste pluviali
che coprono circa l’85% del paese
e le maestose cascate di Kongou.
Nel Parco nazionale di Loango
è possibile scorgere elefanti lungo la costa.
Questi elefanti
sono una specie in via di estinzione
e il Gabon ne ospita
la popolazione più numerosa al mondo.
Il Gabon ospita anche gorilla,
mandrilli variopinti e migliaia di scimpanzé.
Una fauna abbondante
si trova anche nelle acque marine del Gabon,
che ospitano oltre 20 specie
di delfini e balene,
offrendo agli appassionati
l’opportunità di osservare da vicino
queste maestose creature.
Ma è meglio non avvicinarsi troppo
alla vipera del Gabon.
I suoi denti veleniferi sono i più lunghi
tra tutti i serpenti velenosi,
possono arrivare
fino a 5 centimetri di lunghezza.
Meno male che di solito è calma
e morde raramente le persone.
La capitale, Libreville,
fu fondata nel IXX secolo da schiavi liberati.
È nota per la sua architettura moderna,
i parchi e le splendide spiagge.
Nella parte sud-orientale del paese
si trova invece Franceville,
la porta d’accesso a meraviglie naturali
come le cascate di Poubara.
Nel 1957,
2 fratelli che venivano da quella
che oggi è chiamata Repubblica del Congo
andarono nel sud del Gabon in cerca di lavoro.
Lì diedero testimonianza
ad Antoine Moubanga,
che fece progressi molto rapidamente.
Si battezzò nel giugno del ’57,
diventando così
il primo testimone di Geova in Gabon.
Più o meno nello stesso periodo,
fratelli del Congo
che lavoravano per un’azienda edile
si trasferirono in Gabon.
Insieme al fratello Moubanga,
iniziarono a predicare e a tenere adunanze
in un piccolo edificio in affitto
tutto di legno.
Il sabato pomeriggio,
per il discorso pubblico,
i fratelli mettevano fuori delle panchine
e per questo venivano chiamati
“la religione delle panchine”.
Nel ’64 l’opera fu riconosciuta legalmente
e in seguito arrivarono i primi missionari.
Per predicare a più persone possibile,
ogni domenica mandavano in onda
dei discorsi biblici alla radio.
Poi, all’improvviso,
nell’aprile del ’70 il governo proibì
la predicazione e le adunanze
ed espulse i missionari.
In quel periodo i fratelli e le sorelle
mostrarono uno zelo incredibile.
Tenevano adunanze e addirittura
interi congressi in segreto, di notte.
Col tempo la situazione migliorò.
I fratelli riuscirono
a costruire Sale del Regno,
a tenere assemblee e congressi,
e ricominciarono addirittura
a mandare in onda
un altro programma alla radio.
Quel programma divenne così famoso
che nel 2004
se ne parlò in un giornale nazionale.
Uno dei fratelli
che presentavano il programma
disse che a volte
le persone riconoscevano la sua voce
e grazie a questo
iniziava diversi studi biblici.
Oggi ci sono più di 4.600 proclamatori
che predicano la buona notizia.
E si tengono più di 8.000 studi biblici
in varie lingue,
tra cui francese, fang, miene,
punu, nzebi e teke.
Di recente 28 giovani fratelli e sorelle
hanno frequentato la prima classe
della Scuola per evangelizzatori del Regno
che si è tenuta in Gabon.
La scuola si è tenuta
in una Sala del Regno estensibile a Okala,
un quartiere di Libreville.
I 116 proclamatori della congregazione Okala
di recente hanno avuto un nuovo massimo
per quanto riguarda gli studi biblici,
più di 140.
E 287 persone
hanno assistito alla Commemorazione.
I nostri fratelli e sorelle
della congregazione Okala
vi mandano i loro affettuosi saluti.
Dalla sede mondiale dei Testimoni di Geova,
questo è JW Broadcasting.