JW subtitle extractor

JW Broadcasting (ottobre 2026)

Video Other languages Share text Share link Show times

Benvenuti su JW Broadcasting.
Molti di noi si sottopongono regolarmente
a un controllo della vista.
Ma come possiamo controllare
la nostra vista spirituale?
Se ci accorgiamo
che la nostra vista spirituale è offuscata,
come possiamo guardare oltre le distrazioni
e rimettere tutto a fuoco?
Alcuni riescono a mantenere a fuoco
la loro vista spirituale
servendo come pendolari alla Betel.
Ma cosa fa un pendolare?
Intraprenderemo poi un fantastico viaggio
nella storia
della nostra traduzione della Bibbia.
Questo è JW Broadcasting.
Com’è la vostra vista?
Se portate le lenti a contatto
o gli occhiali come me,
allora la vostra vista non è perfetta.
Soffro di miopia, non ci vedo da lontano.
Nel mio occhio le immagini
non vengono messe a fuoco sulla retina,
in fondo all’occhio, ma prima,
e quindi vedo gli oggetti lontani sfocati.
Oppure avete il problema opposto,
l’ipermetropia, non ci vedete da vicino.
Questo perché le immagini
vengono messe a fuoco più in là della retina
e quindi non vedete bene le cose vicine.
Alcune persone sono miopi da un occhio
e ipermetropi dall’altro.
Qualunque sia il caso,
le giuste lenti
possono correggere questi difetti
e così i nostri occhi
possono mettere a fuoco.
Ci sono altri problemi, come la cecità,
che verranno risolti solo nel nuovo mondo.
Ma c’è un problema di vista
molto più grave
di tutti quelli
che abbiamo appena menzionato.
Gesù ne parlò nel Discorso della Montagna.
Leggiamo insieme le sue parole
in Matteo 6:22, 23:
Fermiamoci qui.
Cosa intendeva Gesù
con “la lampada del corpo è l’occhio”?
Stava usando una metafora.
L’occhio è come una lampada
che fa luce in un posto buio,
così che possiamo camminare
senza inciampare.
Ma Gesù qui stava parlando anche
della vista in senso figurato,
ovvero il nostro atteggiamento
verso la volontà di Dio per noi.
Gesù continua il suo discorso
descrivendo 2 situazioni opposte.
Continuiamo a leggere.
Il contrasto è tra un occhio
che è concentrato
e un occhio che invece è invidioso.
Il primo migliora la vita di una persona,
il secondo invece la rende più difficile.
Le cose su cui scegliamo di concentrarci
possono farci bene o farci male.
Dobbiamo tenere le cose spirituali
al centro del nostro campo visivo.
Il titolo di questo discorso infatti è
“Concentriamoci sempre
sul fare la volontà di Dio”.
Ma qual è la volontà di Dio per noi?
In poche parole,
lui vuole che lo conosciamo,
che ci avviciniamo a lui,
che gli ubbidiamo
e che lo amiamo
e lo serviamo con tutto il nostro cuore.
Gesù ci ha lasciato l’esempio.
In Giovanni 6:38 disse
che l’obiettivo della sua vita
era ‘fare non la sua volontà,
ma la volontà di colui
che lo aveva mandato’.
L’occhio di Gesù era concentrato
su un solo obiettivo: il ministero.
Dedicò il suo tempo e le sue energie
agli interessi del Regno.
Non gli interessava
raggiungere una posizione di prestigio,
uno status sociale elevato
o diventare ricco.
Gesù avrà insegnato anche ai suoi discepoli
a rimanere concentrati sul servire Geova.
Gli disse che gli unici
a entrare nel suo Regno
sarebbero stati quelli che avrebbero
‘fatto la volontà del Padre suo’.
Anche tutti noi
dobbiamo fare la stessa cosa:
incentrare la nostra vita
sul fare la volontà di Dio,
sul cercare prima il Regno
e sul predicare con zelo la buona notizia.
Se il nostro occhio è concentrato,
ci impegneremo per avere una vita semplice.
Non ci faremo dominare
dai nostri desideri egoistici
e riusciremo così a non farci prendere
da tutte le cose belle
che il mondo può offrire.
Se ci concentriamo sulla volontà di Dio,
saremo luminosi
dal punto di vista spirituale.
La situazione è ben diversa
per quelli che hanno l’occhio invidioso,
per quelli che non riescono
a concentrarsi sulle cose importanti.
Vivono una vita incentrata sull’egoismo.
Il loro occhio è distratto,
sfuggente e avido.
Come dice Proverbi 17:24,
i loro occhi
“vagano fino ai confini della terra”.
I loro pensieri e sentimenti
sono sparpagliati qui e là,
sono dovunque
tranne che dove dovrebbero essere.
Se ci concentriamo sulle cose materiali
invece che sul servire Dio
il nostro corpo sarà nelle tenebre.
Possiamo usare la nostra vista fisica
per capire meglio l’esempio che fece Gesù.
Questo disegno è stato pubblicato
nel 1915 da William Hill,
un fumettista molto conosciuto.
Si tratta di un’illusione ottica
che mostra la testa
e le spalle di 2 donne,
una più giovane e una più anziana.
Riuscite a distinguerle?
La donna più giovane
ha la testa girata dall’altra parte
rispetto all’osservatore.
Questo è il suo profilo sinistro,
il suo orecchio sinistro,
il naso, le ciglia, la mandibola
e un nastrino legato intorno al collo.
Questi sono i suoi capelli
e il suo cappello.
E queste le sue spalle.
Ora troviamo la donna anziana.
È rivolta alla vostra sinistra.
Questo è il suo naso,
il suo occhio sinistro,
la sua bocca e il suo mento.
E ancora, i suoi capelli,
il suo cappello e le sue spalle.
Non potete vedere entrambe le donne
contemporaneamente.
Dovete scegliere su quale concentrarvi
ed è quella che alla fine vedrete.
Ora applichiamo questo ragionamento
al nostro discorso.
Come vediamo il mondo di oggi
paragonato con il nuovo mondo che verrà?
Satana vuole che consideriamo questo mondo
pieno di cose elettrizzanti,
di cose da offrire
e di opportunità affascinanti.
Ma in verità questo mondo di Satana
è come l’immagine della donna anziana.
Arriverà presto alla sua fine,
completamente distrutto dal Regno di Dio.
Al contrario, vediamo il nuovo mondo
come l’immagine della donna giovane.
Sarà un mondo sano, stimolante,
che non finirà mai
e in cui verrà soddisfatto
“il desiderio di ogni vivente”.
Dobbiamo usare la perspicacia
e l’intendimento che ci dà Dio
per vedere la differenza
tra il malvagio mondo di Satana
e il giusto nuovo mondo di Dio.
Geova ci insegna a fare questo
attraverso la sua Parola,
che è come una lente cristallina.
Non ci si può concentrare
su entrambe le cose.
Un cristiano non può rendere
la devozione esclusiva che Dio merita
e allo stesso tempo farsi prendere
dallo spirito di questo mondo.
L’apostolo Giovanni
riusciva a vedere il mondo
dal punto di vista di Geova.
Leggiamo quello che disse al riguardo
in 1 Giovanni 2:15-17.
Qui ci parla di 2 cose
che non dobbiamo amare.
Mentre lo leggo chiedetevi:
“Quale di queste 2 cose
è più semplice non amare?”
Delle 2 cose che non dobbiamo amare,
‘il mondo e le cose del mondo’,
quale ci viene più facile non amare?
Sarete d’accordo
che è più facile non amare il mondo.
Non vediamo l’ora che il sistema di Satana,
la falsa religione, i politici corrotti
e l’avido sistema commerciale
vengano eliminati,
distrutti per sempre, non è vero?
Ma nel mondo di Satana veniamo esposti
a un’ampia varietà di distrazioni.
Alcune cose del mondo ci attraggono,
ci entusiasmano, ci tentano
e ci ammaliano.
Di tutte le cose che Satana usa
per sviare il genere umano,
“il desiderio degli occhi” è quella
che di certo rientra tra le più potenti.
Pensiamo a quello
che Satana riuscì a fare con Eva
usando un semplice frutto!
Dobbiamo esaminare il nostro cuore
costantemente
per vedere se si è lasciato intrappolare
da una tentazione del mondo.
Se un cristiano decide di concentrarsi
su una delle “cose del mondo”
e forse di invidiarla,
non riuscirà a concentrarsi
su qualcosa di più importante,
la volontà di Dio.
Piuttosto, il nostro obiettivo
dovrebbe essere quello di servire Geova
e di rendergli devozione esclusiva
con tutto il cuore.
Proprio come è importante
fare controlli periodici alla vista,
sarebbe saggio di tanto in tanto
fare un controllo
per vedere
se dobbiamo fare dei cambiamenti.
Manterremo così una buona vista spirituale.
Si può fare un test della vista spirituale?
La Bibbia ci provvede uno strumento
che ci permette di misurarla,
e non è la tabella dell’oculista.
Si tratta di una lista di qualità
che troviamo
in 2 Pietro 1:5-7.
Leggiamoli.
Come ce la caviamo con queste qualità
nella vita di tutti i giorni?
Prendiamole in esame una alla volta.
Fede: questa qualità fondamentale
è la base
su cui devono svilupparsi tutte le altre.
Ed è importante che rimanga sempre forte.
Se abbiamo una forte fede,
crederemo in tutto quello
che Geova ci promette
e con gli occhi della fede
riusciremo a immaginarci
l’adempimento di quelle promesse.
Virtù: essere virtuosi significa
fare quello che è giusto agli occhi di Dio.
La virtù ci impedisce di comportarci male
o di fare del male agli altri.
E non solo, ci spinge a trovare dei modi
per fare del bene.
Conoscenza: ne abbiamo bisogno
per distinguere il bene dal male,
in particolare
quando affrontiamo nuove sfide.
Uno studio profondo della Bibbia
ci permette di capire
qual è la volontà di Dio per noi
e come essere saggi
in ogni aspetto della nostra vita.
Autocontrollo: il termine greco indica
la capacità
di esercitare un dominio su sé stessi.
Ci aiuta a capire come allineare
la nostra vita alle norme di Dio,
imponendo dei limiti a quello che pensiamo,
diciamo e facciamo
così da non peccare.
Perseveranza:
è il coraggio di non arrendersi
grazie alla forza
che deriva dall’affidarsi a Geova.
Non ci fa perdere la speranza
quando affrontiamo delle prove.
Con la perseveranza possiamo anche vedere
come Geova ci aiuta
a resistere alle tentazioni
e a sopportare la persecuzione.
Devozione a Dio: questa influisce
su cosa proviamo per Geova,
ci motiva a rispettarlo e ad ammirarlo
e a sostenere la sua sovranità.
Ci aiuta anche a capire
come Geova tratta i suoi servitori
e a vivere nel modo in cui piace a lui,
perché noi lo amiamo.
Affetto fraterno: ne abbiamo bisogno
se vogliamo imitare davvero Geova.
Ci permette di vedere oltre i difetti
dei nostri fratelli e sorelle,
di mostrargli affetto
proprio come in famiglia
e di fare di tutto perché stiano bene.
Amore: dobbiamo vedere tutte le persone,
non solo i nostri fratelli,
con la stessa imparzialità di Geova.
Le aiuteremo dal punto di vista spirituale,
cogliendo ogni opportunità
per trasmettergli le verità della Bibbia
che tanto amiamo.
Ora che abbiamo visto
come controllare la nostra vista spirituale,
la diagnosi si trova
nei 2 versetti successivi.
Vedere bene dal punto di vista spirituale
è prezioso.
Se, come dice Pietro, “facciamo ogni sforzo”
perché queste 8 qualità ‘abbondino’ in noi,
non diventeremo ‘inattivi’ o ‘tiepidi’
nella nostra adorazione.
Piuttosto, porteremo molto frutto
e saremo felici di fare la volontà di Dio.
Ma se non mostriamo queste qualità,
perderemo la fede in Geova
e diventeremo spiritualmente ciechi.
Dobbiamo ammettere
che potremmo fare di meglio
nel modo in cui mostriamo
alcune di queste qualità
magari rendendo più nitida la nostra vista
e mettendo così a fuoco la volontà di Dio.
Come possiamo farlo?
Vediamo 4 rimedi utili.
(1) Studiamo la Parola di Dio
e meditiamoci su.
Se abbiamo un problema a un occhio,
un dottore potrebbe prescriverci un collirio
in modo da idratarlo e curarlo.
Poi potrebbe coprire l’occhio con una benda
e lasciare che la medicina
faccia il suo effetto.
Leggere la Bibbia ogni giorno ci permette
di idratarci con le acque di verità
e questo ci cura
dal punto di vista spirituale.
Meditare su quello che Geova ci dice
ci permette di assimilare
quello che leggiamo
e di farlo scendere nel nostro cuore.
Fare questo ci impedisce
di dimenticarci la volontà di Geova,
le sue opere meravigliose
e la nostra speranza per il futuro.
Il biblista William Barclay disse:
“Per un vero cristiano,
studiare la Parola di Dio
non è un peso ma una gioia,
perché sa che in quelle parole
il suo cuore
trova il nutrimento che desidera”.
(2) Mettiamo in pratica
quello che impariamo.
Possiamo risolvere dei problemi di vista
facendo alcuni esercizi agli occhi.
Quando mettiamo in pratica
i princìpi biblici
è come se facessimo degli esercizi
che ci permettono di vedere
l’efficacia dei consigli di Dio.
Possiamo fare esercizio
uscendo spesso in servizio
e partecipando regolarmente alle adunanze.
(3) Lasciamoci guidare dallo spirito santo.
Un dottore potrebbe aver bisogno di un laser
per trattare un distacco di retina
o altri problemi all’interno dell’occhio.
E per il nostro benessere spirituale
non c’è niente di meglio
del potente spirito santo di Dio,
che è come un laser.
Più seguiamo la guida dello spirito
in ciò che pensiamo e facciamo,
più faremo progressi
dal punto di vista spirituale.
(4) Accettiamo l’aiuto degli altri.
Un dottore esperto potrebbe ritenere
che sia necessario un intervento.
Un anziano capace sa
di poter aver bisogno della Parola di Dio,
che è più affilata di qualsiasi bisturi,
per darci dei consigli leali
al momento giusto.
Più accogliamo il consiglio,
più riusciremo a migliorare.
Quindi, cosa abbiamo imparato?
Un occhio concentrato sulle cose spirituali
trasmette alla mente
un’immagine chiara del Regno,
del nuovo mondo
e della volontà di Dio per noi.
Un occhio invidioso, invece,
trasmette un’immagine sfocata
che ci fa sembrare il nuovo mondo
solo una favoletta.
Come abbiamo visto prima,
i nostri occhi non possono concentrarsi
su 2 cose contemporaneamente.
Invidiare le cose di questo mondo fatiscente
ci sconcentrerà dalla volontà di Dio per noi
e quell’immagine sfocata
potrebbe diventare sempre più distante,
fino a sparire.
Sarebbe davvero una tragedia!
È della massima importanza
che il nostro occhio rimanga concentrato
sul fare la volontà di Dio.
Dobbiamo essere risoluti
a servire con tutto il cuore
il nostro Padre celeste
per tutta l’eternità.
Vediamo come una coppia ha messo a fuoco
quello che conta davvero
e come questo li ha portati
ad avere una vita più entusiasmante.
Quando eravamo sulla ventina
avevamo un appartamento
proprio nel centro di Vienna
e avevamo un mutuo da pagare.
Era proprio un bellissimo appartamento.
Esatto, era bellissimo.
E faceva un certo effetto:
era il nostro appartamento.
In quel periodo il mio obiettivo
era soprattutto quello di fare soldi;
pensavo infatti che così
avrei reso felice Doris.
Solo che
abbiamo iniziato a saltare le adunanze.
Non studiavamo, non pregavamo,
non uscivamo in servizio insieme.
Questo non faceva bene al nostro matrimonio.
Abbiamo ricevuto una visita pastorale
davvero amorevole.
L’anziano è stato molto diretto
e mi ha fatto riflettere sul fatto
che in quanto capofamiglia
ho anche la responsabilità
di prendermi cura di Doris
dal punto di vista spirituale e…
- …e non solo economico.
- Non solo economico, esatto.
Quelle parole mi fecero pensare tanto.
Io non volevo essere così.
Per prima cosa
volevo che Doris fosse felice,
ma c’era solo un modo per renderla felice.
Dovevamo impegnarci per mettere Geova
al primo posto nella nostra vita.
Ne abbiamo parlato tanto.
Abbiamo ricominciato
a pregare tutti i giorni insieme
e alla fine ci siamo resi conto
che dovevamo fare qualcosa
per l’appartamento.
Ne abbiamo parlato con Geova in preghiera.
Gli dicevamo: “Per favore,
vogliamo liberarci dell’appartamento.
Aiutaci a liberarci di questo peso”.
E così, alla fine
siamo riusciti a vendere l’appartamento.
Finalmente non avevamo più debiti.
Il congresso del 2014
ci ha incoraggiato molto.
Sì, a cercare prima il Regno
sicuri che Geova avrebbe pensato al resto.
Abbiamo fatto davvero nostro
per la prima volta questo concetto:
Geova si stava occupando anche di noi,
non solo degli altri.
Ne abbiamo parlato immediatamente con Geova.
Per la prima volta volevo davvero
spendermi per il Regno di Dio.
- E l’abbiamo fatto.
- Esatto.
Il congresso era in estate, e in autunno
abbiamo iniziato a fare i pionieri ausiliari
a tempo indeterminato.
Nel mio settore, quello dell’edilizia,
di solito non si lavora part time.
E quando a un certo punto ho realizzato
che avrei dovuto lavorare di meno,
ho dovuto davvero mettere Geova alla prova,
perché ho fatto i calcoli e mi sono detto:
“Oh, qui bisogna stringere la cinghia”.
Ne ho parlato tanto con Geova in preghiera
e gli ho chiesto di aiutarmi
a trovare il coraggio di parlare al mio capo
e chiedere una riduzione
dell’orario di lavoro.
Ma ho anche chiesto a Geova
di aiutarmi a fidarmi di lui,
di aiutarmi ad avere la fiducia
che le cose sarebbero andate bene.
Ci è piaciuto tanto
fare i pionieri ausiliari,
quindi per l’anno successivo
abbiamo valutato la possibilità
di diventare pionieri regolari
e abbiamo cominciato a pianificare.
E ci siamo detti: “Dai, iniziamo!”
Ed è andata alla grande.
- Di bene in meglio.
- Esatto, di bene in meglio.
A un certo punto abbiamo deciso
di semplificare ancora di più
la nostra vita.
Ci siamo trasferiti
in un appartamento piccolino.
Ma qui c’è tutto quello che ci serve
e stiamo davvero bene.
Voglio farvi vedere un articolo
della Torre di Guardia
che ha segnato un punto di svolta per noi.
È l’articolo
“Collaboriamo con Geova ogni giorno”,
e verso la fine riportava questa frase,
che in realtà è una domanda:
“Desideri ricevere ulteriore addestramento
per servire Geova ancora meglio?
Forse hai i requisiti
per poter frequentare
la Scuola per evangelizzatori del Regno”.
Ci è sembrato che parlasse proprio a noi.
E adesso non avevamo più scuse.
- Poi un giorno…
-…ci hanno chiamato!
E ci hanno chiamato davvero!
- Che emozione.
- Eh, sì.
Non è stato facile
avere i due mesi liberi per la SKE.
A dir la verità,
al lavoro non me li hanno proprio dati.
Mi sono dovuta licenziare,
ma non mi pento di averlo fatto.
Lo rifarei subito
Essere addestrati alla SKE…
…è stata una dimostrazione
dell’amore di Geova.
…è stato come se stesse investendo
su di noi.
Un’emozione bellissima.
Adesso serviamo in una congregazione
molto affettuosa.
La vita del pioniere
è la migliore che ci sia
e sono contento
di poterla vivere insieme a Doris.
Geova si è sempre preso cura di noi
con amore,
ci ha dato ciò di cui avevamo bisogno.
È vero, adesso abbiamo di meno,
ma siamo più leggeri
perché Geova si prende cura di noi.
No, non rimpiangiamo nulla.
Una cosa in realtà sì.
- Cosa?
- Non aver fatto di più per Geova prima.
Hai proprio ragione.
I Satlauer hanno scelto
di seguire l’amorevole guida di Geova
semplificando la loro vita.
Adesso si sentono più realizzati e felici
di quanto avrebbero mai immaginato!
E se l’idea di semplificare la vostra vita
vi sembra una cosa troppo grande?
Non scoraggiatevi.
Il libro di Zaccaria ci mostra come farcela.
Mi ero dimenticata
di quanto fosse avvincente
il libro di Zaccaria.
È vero, non vedevo l’ora
di studiarlo insieme. Sei pronta?
Certo, ripensavo a quello
che abbiamo detto
la scorsa settimana,
alle pressioni
a cui erano sottoposti gli ebrei:
i nemici, gli oppositori politici,
lo scoraggiamento…
E poi
dovevano anche ricostruire il tempio,
la città di Gerusalemme
e prendersi cura delle loro famiglie.
Saranno stati esausti.
Mi ricorda un po’ la vita
che viviamo noi oggi.
In effetti. E da un punto di vista umano,
erano vulnerabili.
Non avevano un esercito
né potere politico.
Erano un piccolo gruppo
che doveva affrontare enormi problemi.
Ecco perché Geova mandò Aggeo e Zaccaria
a rafforzare il popolo.
Esatto.
Aggeo trasmise un messaggio
chiaro e diretto
per incoraggiare il popolo
a mettersi all’opera.
E Zaccaria li incoraggiò ulteriormente
perché continuassero a perseverare.
C’è così tanto da imparare,
forse dovremmo suddividere il materiale.
Ottima idea!
In effetti il video introduttivo
evidenzia le sezioni principali del libro,
soprattutto le profezie riguardo al Messia.
È vero, a me piace anche usare il “Sommario”
della Traduzione del Nuovo Mondo.
Mi sono soffermata sulla quinta visione:
un candelabro e due olivi.
Interessante.
Che cosa hai trovato?
Ho trovato un articolo
della Torre di Guardia di marzo 2022:
“Riusciamo a vedere
quello che vide Zaccaria?”
Le spiegazioni dettagliate e le immagini
sono state molto utili.
Bello.
E come l’hai trovato?
Ho usato l’indice dei versetti
e ho controllato i riferimenti
a ogni versetto.
Ottimo metodo.
L’articolo spiegava
che l’olio proveniente dai due alberi
rappresentava lo spirito santo di Geova,
“che non si esaurisce mai”.
Uhm. Immagina
cosa avrà significato questo per gli ebrei.
Erano esausti e scoraggiati,
ma ora gli veniva assicurato
che il potente e inarrestabile
sostegno di Geova
non sarebbe mai venuto meno.
E poi Geova li rassicura ulteriormente.
Ai versetti 6 e 7 dice:
Che bella immagine.
L’opposizione
che gli ebrei stavano affrontando
era come una montagna,
ma Zaccaria aveva detto
che sarebbe diventata una pianura.
Né l’impero persiano, né i nemici
e nemmeno un divieto
potevano fermare i lavori.
Gli ebrei
non avevano bisogno di un esercito,
avevano Geova.
Chissà come deve essere stato immaginarlo.
Un’enorme montagna
che si sgretola di fronte a loro.
E serviva a rendere chiaro il punto.
La riuscita non dipendeva
dalle circostanze o dalle capacità,
dipendeva dallo spirito di Geova.
È vero.
E questo messaggio li rafforzò.
Nonostante tutte le difficoltà,
gli ebrei confidarono in Geova
e si misero al lavoro.
E solo quattro anni più tardi
il tempio fu completato.
Videro lo spirito di Geova all’opera.
Il divieto fu improvvisamente revocato
e alle nazioni circostanti
fu perfino ordinato di fornire materiale
per la ricostruzione del tempio.
Non fu grazie a sforzi umani,
fu grazie allo spirito di Geova.
La montagna diventò pianura.
Cosa ci insegna questo su Geova?
Le visioni di Zaccaria mi assicurano
che lo spirito di Geova
può realizzare quello che a noi
potrebbe sembrare impossibile.
E Geova sa che a volte
ci sentiamo come si sentivano gli ebrei,
esausti, scoraggiati, anche spaventati.
Quindi vuole che riusciamo a vedere
quanto è potente.
E il libro di Zaccaria
può aiutarci in questo.
È un bel suggerimento per lo studio:
cercare di visualizzare
quello che succede nel racconto.
Esatto, il titolo dell’articolo
che hai trovato dice proprio questo:
“Riusciamo a vedere
quello che vide Zaccaria?”
- E noi, che lezione ne traiamo?
- Beh, a volte mi sento esausta.
Oltre alle attività spirituali
abbiamo così tanto di cui occuparci.
La famiglia, il lavoro, la salute,
per non parlare delle pressioni
che subiamo nel mondo di Satana.
Mi sembra tutto davvero troppo.
Quindi ammetto che a volte
vorrei collegarmi all’adunanza da casa.
Succede anche a me.
Ma tenere a mente la visione di Zaccaria
mi aiuta ad andare avanti,
mi ricorda che Geova
mi darà la forza fisica ed emotiva
di cui ho bisogno.
Sono d’accordo.
Quando sono tentato di rallentare
nelle attività spirituali,
chiedo a Geova di darmi spirito santo
e poi agisco di conseguenza.
A volte questo significa uscire di casa
per andare in Sala o in servizio
anche se non ne ho voglia.
Mi fido del fatto
che Geova mi darà la forza.
E io voglio imitare Geova
usando la forza che ho
per incoraggiare gli altri,
soprattutto
quando sono scoraggiati o spaventati.
Voglio rassicurarli, voglio che sappiano
che Geova si interessa di loro
e vuole infondergli potenza.
È vero, è importante farlo.
E questo varrà anche
quando affronteremo la persecuzione
o situazioni spaventose.
Come hai detto prima,
la riuscita non dipende dalle capacità
o dalle circostanze,
dipende dallo spirito di Geova.
Che bel modo
di studiare il libro di Zaccaria.
Suddividere il materiale,
usare l’indice dei versetti
e visualizzare il racconto.
Questi suggerimenti fanno in modo
che la Parola di Dio prenda vita.
Possiamo approfondire ora
il significato dei “due bastoni”?
Certo, e mi piacerebbe
scavare un po’ più a fondo
nelle profezie messianiche
per capire
come si collegano al tema della Bibbia.
Ad esempio, come alcune azioni di Zaccaria
ci aiutano a capire che Gesù è il Messia.
E poi ci sono tutte le altre visioni.
C’è ancora molto da scoprire
nelle prossime adorazioni in famiglia.
Abbiamo appena iniziato
a scavare nel libro di Zaccaria.
Che punto interessante e molto pratico!
La riuscita non dipende
dalle nostre capacità o circostanze.
Finché continuiamo a ubbidirgli,
Geova può usare il suo spirito santo
per benedirci.
Un modo in cui alcuni riescono
a mantenere a fuoco il servizio a Geova
è servire come pendolari presso una filiale.
Diamo un’occhiata a questa forma di servizio
in questo episodio di
La giornata tipo di un pendolare alla Betel.
Ciao!
Mi chiamo Hye-in.
Servo come pendolare
alla filiale della Corea.
Sono una pendolare occasionale,
non vado alla Betel
un giorno fisso a settimana,
ma dipende
da quando il mio reparto ha bisogno.
Il tragitto per arrivare da casa alla Betel
dipende dal traffico,
ma di solito
ci vogliono 45 minuti o anche un’ora.
Meno male che a me piace guidare!
Quindi il viaggio non mi pesa,
non è così stancante.
La giornata alla Betel inizia
con l’adorazione mattutina.
Di recente c’è stato un discorso
che mi è piaciuto molto,
era basato su Giacomo 1:2-4.
Ci ha incoraggiato
a considerare le prove e le sfide
come insegnanti
che ci aiutano a crescere.
Ovviamente,
mentre affrontiamo una prova,
non è sempre facile chiedersi:
“Che cosa posso imparare
da questa esperienza?”
Ma il punto era
che se continuiamo a resistere,
a perseverare nelle prove con gioia
grazie allo studio personale,
alla lettura della Bibbia, alla preghiera,
alla meditazione,
le affronteremo senza perdere il sorriso
e riusciremo a superarle.
Le adorazioni mattutine
sono sempre incoraggianti,
c’è sempre qualcosa da imparare.
Collaboro con il Reparto Trasporti.
Il nostro reparto si occupa principalmente
di andare a prendere o riaccompagnare
i servitori speciali a tempo pieno
che vengono dall’estero
e sono ospiti alla Betel.
Cerco di tenere sempre a mente
qual è lo scopo della Betel,
cioè sostenere l’opera di predicazione.
Ogni volta che incontro
servitori speciali a tempo pieno
che vengono da altri paesi,
mostrano sempre tanta gratitudine.
Questo mi fa pensare che è bello
aver avuto la possibilità
di fare qualcosa per aiutarli.
E così provo
un profondo senso di soddisfazione.
I tragitti che facciamo di solito
durano circa un’ora e mezza o 2
e nel frattempo parliamo di tante cose.
Anche se ci siamo appena conosciuti,
è come se fossimo amici da sempre.
Parliamo della nostra vita,
di come Geova ci ha sostenuto.
Ad esempio, di come ci ha dato la forza
di perseverare durante periodi difficili.
Momenti come questi sono preziosi
e rendono piacevole il tragitto.
Inizialmente l’idea di servire alla Betel
non mi entusiasmava,
quindi esitavo un po’.
Ricordo che un giorno
un mio caro amico mi ha detto:
“Quando serviamo Geova,
non dovremmo accettare
solo gli incarichi che ci piacciono di più”.
Ci ho riflettuto
e ho capito che aveva ragione.
Quindi ho deciso di lasciare tutto
nelle mani di Geova
e di fare domanda.
E così è iniziato tutto,
e ora sono molto felice
di servire alla Betel.
Non è stato semplice
riorganizzare il mio lavoro
in base agli impegni con la Betel.
La mia paura più grande
era quella di avere problemi economici.
Ma appena ho iniziato,
tutte quelle preoccupazioni sono svanite.
Si è incastrato tutto bene,
ogni cosa è andata al posto giusto.
Oltre al mio lavoro
e al servizio alla Betel,
per un periodo ero impegnata anche
a prendermi cura di alcuni familiari.
Per mantenere buone abitudini spirituali,
ho stabilito un giorno preciso
in cui fare il mio studio personale.
Svolgere regolarmente le attività spirituali
è importante.
Quando sento di essere arrivata al limite,
queste attività
mi infondono energia mentale ed emotiva.
E così posso continuare
a servire alla Betel
e a partecipare alla predicazione con zelo.
Queste attività spirituali
sono come una boccata d’ossigeno,
quindi indipendentemente
da quello che succede,
faccio di tutto
per ritagliare del tempo da dedicarvi.
“È meglio un giorno [nella casa di Geova]
che 1.000 altrove!”
Questo è un versetto su cui rifletto
le mattine in cui vado alla Betel.
Non importa quale sarà il prossimo incarico,
voglio continuare a servire Geova
con gioia e con gratitudine.
Servire come pendolare
richiede una vista spirituale bene a fuoco
e molte energie.
Com’è riuscita Hye-in
a mantenere l’equilibrio senza esaurirsi?
Riserva regolarmente del tempo
per ricaricarsi
grazie a uno studio personale profondo.
Studiare la Parola di Dio può curare
e migliorare la nostra vista spirituale
così da vedere in modo nitido
e con fiducia il futuro.
Nella seguente adorazione mattutina
vedremo come Daniele ha fatto questo.
L’argomento che trattiamo stamattina è:
“Rafforziamo la nostra fiducia
nell’amore leale di Geova”.
Perché abbiamo bisogno di farlo?
Perché a volte potremmo dubitare
dell’amore leale di Geova
a causa del nostro passato,
di come siamo cresciuti,
di errori fatti o di esperienze passate.
Tutto questo a volte
potrebbe farci venire dei dubbi.
O forse a causa di circostanze
del nostro presente
potremmo magari sentirci ansiosi
per responsabilità familiari,
un carico di lavoro pesante,
problemi di salute
o altri pensieri che abbiamo.
Potremmo sentire
di avere un disperato bisogno
dell’amorevole sostegno di Geova.
E poi potremmo sentirci ansiosi
riguardo al futuro.
Sappiamo che la nostra fede
verrà messa alla prova,
e forse ci chiediamo
se riusciremo a mantenerci fedeli.
Indipendentemente dal passato,
dal presente o dal futuro,
dobbiamo rafforzare la nostra fiducia
nell’amore leale di Geova.
Un modo per farlo è esaminare
quello che dice Daniele 9:4.
Questo versetto è citato in parte
nel commento
alla scrittura del giorno di oggi,
quindi leggiamolo insieme.
Daniele 9:4.
Daniele dice: “Pregai Geova, il mio Dio,
e feci confessione.
Dissi: ‘O Geova, vero Dio,
che sei grande e da temere,
che rispetti il tuo patto
e mostri amore leale
verso quelli che ti amano
e osservano i tuoi comandamenti’”.
Questa è una parte di una preghiera
fatta da Daniele.
Lui menziona l’amore leale di Geova,
dice che rispetta il suo patto,
che mantiene le sue promesse,
che lo fa verso quelli che lo amano
e verso quelli che fanno la sua volontà.
Quindi,
analizziamo questa preghiera e il contesto
così da rafforzare la nostra fiducia
che Geova mostrerà anche a noi
il suo amore leale.
Primo punto:
perché Daniele pronunciò questa preghiera?
Andiamo a leggere il versetto 2
del capitolo 9 di Daniele:
“Nel 1º anno del suo regno,
io, Daniele,
compresi dai libri il numero degli anni
che, secondo il messaggio di Geova
al profeta Geremia, dovevano passare
perché giungesse a compimento
la desolazione di Gerusalemme,
cioè 70 anni”.
Ma quand’è
che Daniele pronunciò questa preghiera?
L’anno era il 539 a.E.V.,
e Gerusalemme era rimasta desolata
da ben 68 anni.
E, come abbiamo letto,
Daniele si mise a studiare ‘i libri’.
La nota in calce dice: “I libri sacri”.
Quindi oltre al libro di Geremia,
Daniele probabilmente
consultò anche gli scritti di Mosè,
Isaia, Ezechiele, Amos e Osea.
Quindi Daniele
sicuramente lesse Geremia 29:10,
ed ecco quello che dice
questo versetto:
“Questo infatti è ciò che Geova dice:
‘Quando saranno passati i 70 anni
in Babilonia,
vi rivolgerò la mia attenzione
e manterrò la mia promessa
riportandovi in questo luogo’”.
Quindi Daniele poteva capire
in che modo gli eventi intorno a lui
stavano adempiendo le profezie.
E lui sapeva
che era stato profetizzato che Ciro,
che stava già regnando,
avrebbe liberato gli israeliti.
È vero, forse Daniele
non conosceva tutti i dettagli,
ma sapeva che quelle profezie
si sarebbero adempiute presto.
E questo lo spinse
a pronunciare questa preghiera
e a concentrarsi
sull’amore leale di Geova.
La preghiera di Daniele è riportata
dal versetto 4 fino al versetto 19.
Le parole qui usate
e il contenuto di questa preghiera
mostrano che le parole di Geremia
erano ben impresse nella mente
e nel cuore di Daniele.
Infatti un’opera di consultazione dice
che “la preghiera di Daniele
è basata
non solo su 1 o 2 passaggi di Geremia,
ma è basata sull’intero libro”.
La preghiera di Daniele mostra
quanto la nazione d’Israele avesse bisogno
dell’amore leale di Geova.
Lui mise in contrasto la fedeltà di Geova
e la sua compassione
con l’infedeltà degli israeliti
e il loro rifiuto
di seguire la guida di Geova.
E Daniele mise in risalto
che tutto quello che stavano vivendo
era proprio quello
che Geova aveva profetizzato
che sarebbe accaduto.
Leggiamo il versetto 13:
“Tutta questa calamità
si è abbattuta su di noi,
proprio come è scritto
nella Legge di Mosè”.
Daniele sapeva che quelle stesse profezie
che predicevano
le conseguenze delle loro azioni
contenevano anche la promessa
che gli israeliti
sarebbero ritornati in Israele.
I libri di Levitico, Deuteronomio,
Isaia e Geremia
riportavano questa promessa.
Se Israele si fosse pentito,
Geova lo avrebbe riportato in patria.
Leggiamo come si conclude
questa preghiera nel versetto 19.
Dice: “O Geova, ascolta.
O Geova, perdona.
O Geova, presta attenzione e agisci!
O mio Dio, per amor tuo non tardare,
perché il tuo nome è stato invocato
sulla tua città e sul tuo popolo”.
Daniele implorò Geova di agire
per amore del suo nome.
È interessante notare
che nel libro di Daniele
il nome di Geova compare 19 volte.
18 di queste le troviamo
in questo capitolo
e 14 sono nella preghiera
che Daniele pronunciò.
Perché Daniele pregò e implorò Geova
di agire per amore del suo nome?
Daniele sapeva
che se Geova non avesse agito
ne sarebbe andata di mezzo
la sua reputazione.
Geova aveva promesso
di liberare gli israeliti.
Se non avesse mantenuto quella promessa,
sarebbe stato un biasimo per il suo nome.
Daniele sapeva che per capire chi è Geova
e cosa significa il suo nome,
doveva riconoscere
che Geova è un Dio di amore leale.
Agire a favore del suo popolo
era parte di una questione più grande,
cioè rivendicare il suo nome.
Cosa possiamo imparare da questa preghiera
per rafforzare così
la nostra fiducia nel fatto
che Geova agirà con amore leale
verso di noi?
Un primo aspetto è
che Geova non abbandona il suo popolo.
Le conseguenze negative
che gli israeliti subirono
erano solo
quello che Geova aveva predetto.
E gli israeliti potevano essere certi
che se si fossero pentiti,
Geova avrebbe realizzato tutte
le più belle promesse che egli aveva fatto.
Ed è proprio quello che avvenne.
Questo è molto incoraggiante per noi.
È vero, a volte facciamo degli errori,
ma possiamo essere sicuri
che se correggiamo quegli errori,
Geova sarà con noi.
Proprio come fu con Daniele e gli israeliti,
Geova sarà al nostro fianco.
Ci aiuterà, non ci abbandonerà mai.
Secondo aspetto:
studiare le profezie della Bibbia
può rafforzare la nostra fiducia
nell’amore leale di Geova.
Questo fu vero per Daniele.
Il suo studio personale
rafforzò la sua fiducia
nel fatto che Geova avrebbe agito,
e lo stesso avviene quando noi studiamo
le profezie della Bibbia.
L’articolo
“Impariamo dalle profezie della Bibbia”
della Torre di Guardia
dell’agosto 2023 dice:
“Quando capiamo come si sono adempiute
alcune profezie della Bibbia,
sviluppiamo una forte fiducia in Geova
e nel suo modo di guidarci.
Inoltre le profezie della Bibbia ci aiutano
a mantenere viva
la speranza che abbiamo per il futuro,
indipendentemente
dalle prove che affrontiamo”.
E poi il terzo aspetto:
l’amore leale è collegato
in modo inseparabile al nome di Geova,
a quello che lui è.
Daniele era convinto di questo,
e lo siamo pure noi.
Geova ci mostra amore leale,
perché fa parte di quello che lui stesso è.
Geova agirà per amore del suo nome,
e questa
è la garanzia più grande che abbiamo
del fatto che lui manterrà la promessa
di prendersi cura di noi.
Ed ecco il quarto e ultimo aspetto:
Geova ci rivela le cose al tempo giusto.
Daniele fu in grado
di collegare gli eventi intorno a lui
con le profezie della Bibbia,
e Geova lo aiutò
con le informazioni di cui aveva bisogno
quando ne aveva bisogno.
Geova fa lo stesso con il suo popolo
anche oggi.
Sappiamo che i continui chiarimenti
riguardo alle profezie della Bibbia,
incluso quello che possiamo aspettarci
durante la grande tribolazione,
sono una prova che Geova ci sta guidando.
Quindi meditare sulla preghiera di Daniele
può rafforzare la nostra fiducia
nell’amore leale di Geova.
E possiamo essere convinti che,
indipendentemente da quello
che abbiamo affrontato in passato
o che stiamo affrontando adesso
o che affronteremo in futuro,
Geova ci mostrerà amore leale.
Quanti bei punti in così pochi versetti!
È proprio vero
che studiare le promesse di Geova
ci aiuta
ad avere una visione positiva del futuro.
Nella risurrezione che avverrà tra breve
accoglieremo milioni di persone.
State aspettando qualcuno in particolare?
Qualcuno
che non vedete l’ora di riabbracciare?
Pensate a quella persona
mentre guardate il video musicale
di questo mese, dal titolo Sorgerà.
♪ Quant’è difficile! ♪
♪ Chi amavi non è più qui con te. ♪
♪ Ogni foto racconta di voi: ♪
♪ bei momenti da non scordare mai. ♪
♪ Non manca molto: ♪
♪ Gesù sveglierà presto ♪
♪ chi abbiamo perso e dorme già da un po’. ♪
♪ Presto sorgerà, ♪
♪ da noi ritornerà ♪
♪ chi da tempo aspettiamo, ♪
♪ e non ci ♪
♪ lascerà ♪
♪ mai più. ♪
♪ È un vuoto incolmabile ♪
♪ il silenzio che senti intorno a te. ♪
♪ Prega Geova e vedrai ♪
♪ che immensa pace proverai! ♪
♪ Non manca molto: ♪
♪ Gesù sveglierà presto ♪
♪ chi abbiamo perso e dorme già da un po’. ♪
♪ Presto sorgerà, ♪
♪ da noi ritornerà ♪
♪ chi da tempo aspettiamo, ♪
♪ e non ci ♪
♪ lascerà ♪
♪ mai più. ♪
♪ Sarai lì, e uno sguardo basterà ♪
♪ per riconoscere quel suo sorriso ♪
♪ in un attimo. ♪
♪ Non ci crederai, ♪
♪ ma tra le braccia stringerai ♪
♪ chi stavi aspettando ♪
♪ e immensa gioia proverai. ♪
♪ Sì, non manca molto: ♪
♪ Gesù sveglierà presto ♪
♪ chi abbiamo perso e dorme già da un po’. ♪
♪ Presto sorgerà, ♪
♪ da noi ritornerà ♪
♪ chi da tempo aspettiamo, ♪
♪ e non ♪
♪ ci lascerà ♪
♪ mai più. ♪
♪ Mai più ci ♪
♪ lascerà! ♪
Geova sa
quanto desideriamo rivedere i nostri cari
e lo desidera tanto anche lui.
La sua Parola infatti ci ricorda
che “per lui sono tutti vivi”.
La nostra fede nelle promesse di Geova
si rafforza
quando leggiamo la Bibbia
nella nostra madrelingua.
Cosa è stato fatto per far sì
che la Bibbia sia facile da leggere
e accurata in più lingue possibile?
Quando nel 1950
presentò la Traduzione del Nuovo Mondo
delle Scritture Greche Cristiane,
il fratello Nathan Knorr spiegò
che l’obiettivo era rendere disponibile…
Nel corso degli anni
vennero pubblicati altri volumi,
finché nel 1961 fu presentata in inglese
l’edizione completa
della Traduzione del Nuovo Mondo.
Finalmente avevamo in inglese
una Bibbia accurata,
facile da leggere
e che dava onore al nome di Geova.
E ci si stava già dando da fare
per renderla disponibile
in altre sei lingue.
Nel 1963,
i 6 traduttori di queste lingue
finirono la traduzione
delle Scritture Greche Cristiane.
Ma la traduzione della Bibbia
procedeva lentamente,
e in alcune lingue ci vollero più di 20 anni
per portarla a termine.
Dopo circa 30 anni
dall’edizione completa in inglese,
la Traduzione del Nuovo Mondo
era disponibile in sole 12 lingue.
Per velocizzare la traduzione della Bibbia,
nel 1989
il Corpo Direttivo creò un nuovo reparto
alla sede mondiale:
Servizi per la Traduzione.
L’obiettivo di questo reparto era,
ed è tuttora,
dare assistenza alla traduzione della Bibbia
e delle pubblicazioni bibliche,
addestrare i traduttori di tutto il mondo
e rispondere alle loro domande,
perché i traduttori hanno molte domande
su come tradurre in modo accurato.
In che modo questo reparto organizza
e prepara i team di traduzione
che si occupano del progetto della Bibbia?
Tutto inizia con un addestramento
sui princìpi di traduzione.
Questo include informazioni
sui modi di dire,
sul significato di alcuni passi
e su come rendere
certe espressioni metaforiche della Bibbia.
Alcuni passi biblici sono praticamente
impossibili da tradurre accuratamente
senza un disegno che aiuti i traduttori
a visualizzare tutti i dettagli.
I team di traduzione
devono scegliere espressioni
che trasmettano chiaramente
il significato del testo originale.
Se un team ha bisogno di chiarimenti,
può inviare una domanda
al Reparto Servizi per la Traduzione.
La risposta viene resa disponibile
e conservata in un software specifico
che al momento contiene
140.000 domande traduttive
riguardanti la Bibbia.
I traduttori possono imparare
dalle domande che altri team fanno.
Tutto questo velocizza la traduzione
e ne migliora la qualità
Quando gli fu chiesto
in quante lingue pensava
che sarebbe stata resa disponibile
la Traduzione del Nuovo Mondo,
il fratello Albert Schroeder,
del Corpo Direttivo, rispose:
“In ogni lingua
in cui viene tradotta La Torre di Guardia”.
Questo perché
una traduzione accurata della Bibbia
rende più facile
imparare le verità che contiene.
A metà degli anni ’90, la necessità
di avere una traduzione della Bibbia
accurata in varie lingue
divenne sempre più impellente.
Nelle lingue in cui non c’era
la Traduzione del Nuovo Mondo
si dovevano usare altre traduzioni.
In questi casi, alcune congregazioni
che crescevano rapidamente
avevano a disposizione solo 1 o 2 Bibbie.
Molte traduzioni però non erano accurate
o sostenevano false dottrine.
Alcune usavano perfino
il nome di divinità locali
al posto del nome Geova.
Dopo aver provveduto ai traduttori
gli strumenti e l’addestramento necessari,
nel 2004 il Corpo Direttivo decise
di dare impulso
alla traduzione della Bibbia.
Una volta che in una lingua la traduzione
della Torre di Guardia è ben avviata,
la traduzione della Bibbia
è un altro progetto a cui si dà la priorità.
Questo ha permesso
di raggiungere l’obiettivo
di cui aveva parlato il fratello Schroeder.
I team di traduzione
hanno avuto davvero tanto da fare!
Comunque, dopo la pubblicazione
della Bibbia in una lingua c’è dell’altro.
La traduzione infatti deve essere rivista
perché con il tempo le lingue cambiano,
e il significato
del testo originale della Bibbia
deve rimanere chiaro.
Attualmente circa 700 fratelli e sorelle
sono impegnati a tempo pieno
nella traduzione della Parola di Dio.
Per scaricare la Bibbia
ci possono volere solo pochi secondi,
ma per tradurla ci vogliono in media
tra i 5 e i 7 anni.
Con la benedizione di Geova,
abbiamo una traduzione della Bibbia
che continua a dare onore al suo nome
in più di 325 lingue,
una traduzione ancora più accurata
e facile da leggere.
La Traduzione del Nuovo Mondo
è disponibile
anche in lingue parlate
da pochi proclamatori.
E come reagiscono le persone umili
quando ricevono la Parola di Dio
nella lingua che arriva al loro cuore?
Sono felici
e non vedono l’ora di usarla nel ministero.
Tradurre la Parola di Dio
per ogni nazione, tribù, lingua e popolo
permette di insegnare la buona notizia
a persone di tutto il mondo.
Ma c’è qualcosa di molto importante
che puoi fare anche tu.
La prossima volta che leggi la Bibbia,
fai in modo che ti arrivi al cuore
e che ti spinga
a parlare del suo messaggio di salvezza
a quante più persone è possibile.
È venuta voglia anche a voi
di ballare con quei fratelli?
Che esperienza fantastica
ricevere la Traduzione del Nuovo Mondo
nella propria lingua!
Cosa abbiamo imparato
dal programma di questo mese?
Con l’aiuto della Bibbia
possiamo mantenere il nostro occhio
‘concentrato su una cosa sola
e così tutto il nostro corpo sarà luminoso’.
Semplificarci la vita
per fare di più nel ministero
richiederà sacrifici,
ma raggiungeremo la vera felicità.
Se ad esempio vivete vicino a una filiale,
potete organizzarvi
per servire come pendolari alla Betel?
Il libro di Zaccaria ci aiuta
a visualizzare la potenza di Geova
e a imitarlo quando incoraggiamo gli altri.
E che bella la canzone di questo mese!
Vi ha commosso come ha commosso me?
Che giorno meraviglioso che sarà
quello in cui potremo riabbracciare
i nostri cari risuscitati!
I saluti di questo mese
arrivano dal Lussemburgo.
Facciamo un salto dai nostri fratelli
e dalle nostre sorelle che vivono lì.
Il Lussemburgo è un piccolo paese
situato nel cuore dell’Europa.
I termini da cui deriva il suo nome attuale
significano “piccola fortezza”,
un nome che descrive bene questo paese
costellato da più di 70 castelli
sparsi in tutto il territorio.
Qui si vede il castello di Bourscheid,
che con le sue 11 torri
si staglia sul paesaggio
solcato dal fiume Sûre.
Non molto distante
sorge il castello medievale di Vianden,
edificato sui resti
di un’antica costruzione romana
che risale a oltre 1.700 anni fa
e che tuttora domina la città sottostante.
Proprio come questi castelli
hanno resistito alla prova del tempo,
i testimoni di Geova di questo paese
hanno resistito lealmente
a ogni tipo di prova.
Ad esempio, nonostante le forti pressioni
e l’opposizione da parte del clero,
Eugene Reuter
mise la sua casa a disposizione per l’opera.
Fu quello il primo posto nel paese
che, a partire dal 1933,
venne utilizzato come deposito
e centro di distribuzione
delle nostre pubblicazioni.
Alla sua porta c’era una targa
con il nome della Watchtower Society,
una dimostrazione di fede silenziosa
ma che attestava in modo eloquente
il suo coraggio.
Durante l’occupazione nazista del 1940,
Rosalie Fonck venne arrestata
per aver nascosto in casa sua
delle pubblicazioni bibliche.
Le fu ordinato di rivelare i nomi
dei suoi compagni di fede e del suo capo.
In risposta lei disse:
“Il mio capo è Geova Dio”.
Più o meno nello stesso periodo,
Victor Bruch fu messo in prigione
per essersi rifiutato
di imbracciare le armi.
Fu mandato nel campo di concentramento
di Buchenwald.
I nostri fratelli
venivano costretti a stare in piedi per ore,
a lavorare di notte
e a marciare indossando zoccoli di legno,
ma continuarono
a incoraggiarsi gli uni gli altri.
Quando in seguito
fu trasferito ad Auschwitz,
Victor continuava a essere leale a Geova
e a parlare ad altri del Regno di Dio.
La stessa fede
e lo stesso amore per la verità
sono evidenti ancora oggi in Lussemburgo.
Più di 2.000 proclamatori
predicano la buona notizia in 10 lingue.
Ai fratelli piace stare insieme
per gustare piatti deliziosi,
come ad esempio
una zuppa a base di fagiolini
o del collo di maiale affumicato
accompagnato da fave.
Qui li vediamo
mentre cantano insieme a un’adunanza.
Ascoltiamo gli 84 proclamatori
della congregazione Allemand
che lodano Geova col canto.
I fratelli e le sorelle del Lussemburgo
ci mandano i loro affettuosi saluti.
E noi siamo felici di ricambiarli.
Dalla sede mondiale dei Testimoni di Geova,
questo è JW Broadcasting.