00:00:01
Siete pronti?
Siete preparati?00:00:04
00:00:04
Non è forse vero
che è molto più facile prepararsi per qualcosa00:00:08
00:00:08
quando sappiamo che è molto probabile
che si verifichi presto?00:00:12
00:00:12
E quante probabilità ci sono
che verremo perseguitati?00:00:16
00:00:16
Il versetto di oggi, 2 Timoteo 3:12,00:00:20
00:00:20
dice che “tutti quelli che desiderano vivere
con devozione a Dio00:00:24
00:00:25
uniti a Cristo Gesù saranno perseguitati”.00:00:28
00:00:28
Quindi non stiamo parlando
di qualcosa che è solo probabile,00:00:32
00:00:32
stiamo parlando di una certezza.00:00:34
00:00:34
Che tipo di persecuzione avete già vissuto?00:00:37
00:00:38
Tutti noi possiamo ricordare
di essere stati oggetto di ostilità00:00:42
00:00:42
per il messaggio che predichiamo.00:00:44
00:00:44
Allo stesso tempo, però,
ricordiamo anche come Geova ci ha aiutato.00:00:48
00:00:49
Ma in che modo
Geova ci prepara per la persecuzione?00:00:53
00:00:53
Non è un caso
che il commento della scrittura del giorno00:00:56
00:00:56
menzioni anche le parole
che troviamo in 1 Pietro.00:00:59
00:01:00
Pietro scrisse questa lettera ispirata
tra il 62 e il 64,00:01:04
00:01:04
e se ci pensiamo è poco prima00:01:06
00:01:07
che l’apostolo Paolo
scrivesse la 2ª lettera a Timoteo.00:01:10
00:01:10
I fratelli e le sorelle
a cui si rivolse Pietro00:01:13
00:01:13
stavano affrontando dure prove,00:01:15
00:01:15
e la situazione sarebbe peggiorata.00:01:17
00:01:17
Nel I secolo
alcuni associavano i cristiani agli zeloti,00:01:20
00:01:21
che erano un gruppo di giudei
che in seguito si ribellò contro Roma.00:01:24
00:01:24
Forse questo fraintendimento
era dovuto al fatto00:01:27
00:01:27
che i cristiani
non offrivano sacrifici all’imperatore00:01:30
00:01:30
e non partecipavano a cerimonie pagane.00:01:32
00:01:32
Poi, nel 64, un grande incendio
devastò un quartiere di Roma00:01:37
00:01:37
e si sparse la voce che l’imperatore Nerone
ne fosse il responsabile.00:01:41
00:01:42
Per proteggere la sua reputazione,
Nerone diede la colpa ai cristiani.00:01:47
00:01:47
Probabilmente fu questa la causa00:01:49
00:01:49
che scatenò un’ondata
di violenta persecuzione contro i cristiani.00:01:53
00:01:54
E ricordiamo anche che solo pochi mesi dopo,00:01:57
00:01:57
Cestio Gallo assediò Gerusalemme.00:02:00
00:02:00
Era l’anno 66.00:02:02
00:02:02
Quindi le due lettere ispirate
di cui abbiamo parlato, 1 Pietro e 2 Timoteo,00:02:07
00:02:07
arrivarono proprio al momento giusto00:02:09
00:02:10
e aiutarono i fratelli a prepararsi
per quello che sarebbe successo.00:02:14
00:02:14
Anche oggi
siamo vittime di incomprensioni e di calunnie00:02:17
00:02:17
a motivo della nostra condotta
e del messaggio che portiamo.00:02:20
00:02:20
Anche noi come i cristiani del I secolo
viviamo alla fine di un sistema di cose.00:02:25
00:02:25
Quindi, cosa può aiutarci
a sopportare l’intensa persecuzione,00:02:29
00:02:29
come stanno facendo 155 fratelli e sorelle00:02:32
00:02:32
che ad oggi sono imprigionati
in almeno 7 paesi?00:02:35
00:02:35
Ora esamineremo 3 cose
che impariamo dalla 1ª lettera di Pietro.00:02:40
00:02:41
1 Pietro 3:14:00:02:43
00:02:43
non temiamo
quello che temono le persone senza fede.00:02:47
00:02:48
1 Pietro 4:14:00:02:50
00:02:50
affidiamoci allo spirito di Geova.00:02:53
00:02:53
E 1 Pietro 5:9-14:00:02:56
00:02:57
apprezziamo i nostri fratelli
e fidiamoci di loro.00:03:00
00:03:00
Sono facili da ricordare,
c’è sempre un 14 di mezzo.00:03:04
00:03:04
Notate cosa dice 1 Pietro 3:14:00:03:08
00:03:08
“E anche se doveste soffrire
per amore della giustizia,00:03:12
00:03:13
felici voi!00:03:15
00:03:15
Comunque,
non temete quello che loro temono00:03:19
00:03:20
e [notate] non agitatevi”.00:03:23
00:03:24
Il commento della scrittura dice00:03:26
00:03:27
che la paura è un’arma potente
nelle mani del nostro nemico, il Diavolo.00:03:31
00:03:31
Lui la usa per cercare di farci smettere
di servire Geova.00:03:35
00:03:35
Ma 1 Pietro 3:14 dice:
“Non temete quello che loro temono”.00:03:41
00:03:41
Chi sono “loro”?00:03:42
00:03:42
I nostri persecutori, ma non solo,00:03:44
00:03:45
anche tutti quelli che vengono influenzati
dal loro modo di pensare.00:03:48
00:03:49
E cosa temono?00:03:50
00:03:50
Il disonore, la sconfitta, la morte.00:03:53
00:03:53
Forse ci viene sicuramente in mente
il racconto di Davide e Golia,00:03:57
00:03:57
che si trova in 1 Samuele 17.00:03:59
00:03:59
Golia confidava in cose come la sua forza,
la sua statura, il suo giavellotto,00:04:04
00:04:04
la sua lancia, la sua spada,
la sua armatura, il suo scudo.00:04:08
00:04:08
E il re Saul si lasciò intimidire
da quelle cose.00:04:11
00:04:11
Per più di un mese, tutto il suo esercito
che contava migliaia di soldati00:04:16
00:04:16
fu terrorizzato da Golia.00:04:18
00:04:19
Quando alla fine Saul accettò
che Davide combattesse,00:04:22
00:04:22
cercò di proteggerlo
dandogli la sua armatura00:04:25
00:04:25
che era simile a quella di Golia.00:04:27
00:04:27
Quindi Saul confidava nelle stesse cose
in cui confidava Golia:00:04:32
00:04:32
forza, superiorità fisica, armi, armatura.00:04:37
00:04:37
In pratica,
Saul confidava in una potenza normale.00:04:41
00:04:41
Per un soldato alto quasi 3 metri00:04:44
00:04:44
sarebbe stato facile sconfiggere
completamente un soldato inesperto,00:04:49
00:04:49
sia che questo avesse un’armatura
o che non ce l’avesse.00:04:52
00:04:53
Quindi ha senso il fatto che Davide
non abbia usato l’armatura di Saul.00:04:57
00:04:57
Davide non temeva quello che Golia temeva,00:05:01
00:05:01
quello che Saul temeva.00:05:03
00:05:03
Quella era una battaglia del vero Dio.00:05:06
00:05:06
Davide confidò
nella “potenza oltre il normale”,00:05:10
00:05:11
ed è quello che dobbiamo fare anche noi.00:05:13
00:05:13
Sul nostro sito, questa settimana00:05:15
00:05:15
abbiamo letto le parole
del fratello Vitalij Il’inych,00:05:18
00:05:18
che parlando del suo arresto ha detto:00:05:20
00:05:21
“Più le cose diventano difficili nella vita,
più ci avviciniamo a Geova.00:05:25
00:05:25
Geova è il Vasaio00:05:26
00:05:27
e, se permette che nella mia vita
ci sia una prova simile al fuoco,00:05:30
00:05:30
so che può usarla per modellarmi.00:05:32
00:05:32
Se mi sembra di non riuscire più
a portare questo peso,00:05:35
00:05:36
allora è il momento di implorare Geova
per avere la ‘potenza oltre il normale’”.00:05:41
00:05:41
I nostri oppositori
non possono impedire a Geova di aiutarci,00:05:45
00:05:46
di ricordarsi di noi e di ricompensarci.00:05:49
00:05:49
Se rimarremo leali a Geova00:05:51
00:05:51
raggiungeremo la più alta forma di onore,
di vittoria e di vita.00:05:57
00:05:57
E perciò non temiamo
quello che temono le persone senza fede.00:06:02
00:06:02
“La fede […]
può darci forza in quest’oscurità”.00:06:07
00:06:08
E questo ci porta alle parole
che leggiamo in 1 Pietro 4:14:00:06:13
00:06:13
“Se venite insultati per il nome di Cristo
[notate],00:06:17
00:06:17
felici voi,00:06:19
00:06:19
perché lo spirito della gloria,
lo spirito di Dio, riposa su di voi”.00:06:24
00:06:25
Venire insultati per il nome di Cristo00:06:28
00:06:28
è una prova del fatto
che abbiamo lo spirito di Dio.00:06:31
00:06:31
E abbiamo bisogno del suo spirito
per continuare a perseverare.00:06:35
00:06:36
Il fratello Anton Ostapenko ha detto:00:06:38
00:06:39
“[In prigione,Geova]
mi ha mostrato davvero che tipo di Dio è.00:06:42
00:06:43
E lasciate che vi dica una cosa:
sono proprio contento di questo.00:06:46
00:06:47
Si è dimostrato non solo un Dio onnipotente,
ma anche un Padre amorevole00:06:51
00:06:51
che capisce davvero le mie circostanze00:06:54
00:06:54
e mi aiuta in modi
che non avrei mai immaginato00:06:57
00:06:57
e sempre al momento giusto”.00:06:59
00:07:00
Come dice un cantico, è solo grazie alla fede00:07:04
00:07:04
che sappiamo
che ‘Geova è sempre accanto a noi’.00:07:08
00:07:09
E così arriviamo al nostro terzo punto,00:07:11
00:07:12
che troviamo in 1 Pietro 5:9-14,00:07:15
00:07:15
e che ci aiuta
ad apprezzare i nostri fratelli.00:07:18
00:07:18
Pensiamo ad Anatolij Vilitkevič,00:07:21
00:07:21
che mentre era in prigione
ha scritto in un taccuino esempi biblici00:07:24
00:07:25
di persone che furono perseguitate.00:07:27
00:07:28
Anatolij dice:00:07:29
00:07:29
“Ho riflettuto sul fatto che Geova non impedì
che queste persone incontrassero difficoltà,00:07:34
00:07:34
ma allo stesso tempo non le abbandonò.00:07:37
00:07:37
[E] questo mi ha rafforzato molto”.00:07:40
00:07:40
Anche le lettere di sua moglie
lo hanno incoraggiato.00:07:43
00:07:43
Lui dice: “In una delle sue prime lettere,00:07:45
00:07:45
Alëna mi ha mandato diverse fotografie
dei nostri amici e dei nostri cari.00:07:49
00:07:49
Ogni sera guardavo queste fotografie […]00:07:51
00:07:52
cercavo di ricordarmi
qualche episodio interessante00:07:54
00:07:54
vissuto con la persona nella foto.00:07:56
00:07:56
Questo mi ha aiutato
a sentire ognuno di loro vicino a me”.00:08:00
00:08:00
Pensare ad esempi di fede del passato
e del presente lo ha rafforzato.00:08:05
00:08:05
Noi siamo un popolo unito.00:08:09
00:08:09
È vero, ci aspettiamo di essere perseguitati,00:08:13
00:08:13
ma è interessante riflettere
su quello che dice il fratello Dmitrij Golik:00:08:17
00:08:18
“Ovviamente è importante
compiere passi pratici00:08:21
00:08:21
per essere preparati alla persecuzione,00:08:23
00:08:23
ma la preparazione spirituale
è molto più importante.00:08:27
00:08:27
Quando siamo perseguitati,00:08:28
00:08:28
la cosa più importante non è
quanto siamo svegli o capaci di nasconderci,00:08:33
00:08:33
ma la nostra lealtà a Dio.00:08:35
00:08:35
Gesù era perfettamente in grado
di non farsi trovare dai suoi nemici00:08:40
00:08:40
ma non era questo che voleva fare.00:08:42
00:08:42
In quanto suoi discepoli, il nostro obiettivo
non è evitare le difficoltà,00:08:46
00:08:46
ma affrontarle con coraggio e dignità”.00:08:49
00:08:51
Quindi cosa possiamo fare
per prepararci alla persecuzione?00:08:55
00:08:55
Dalle esperienze dei fratelli e delle sorelle
che stanno affrontando queste prove,00:08:59
00:09:00
è evidente che per loro adorare Geova
non è una routine o una cosa meccanica,00:09:05
00:09:05
infatti il loro obiettivo
è avvicinarsi sempre di più a Geova.00:09:10
00:09:11
E lo fanno meditando con gratitudine,
con apprezzamento,00:09:14
00:09:14
su tutto quello che Geova gli insegna
e mettendolo in pratica.00:09:18
00:09:18
La loro fede diventa sempre più forte00:09:20
00:09:21
e così non temono
quello che temono le persone senza fede.00:09:25
00:09:25
Confidano sempre
nell’aiuto dello spirito santo00:09:28
00:09:28
e apprezzano i fratelli e le sorelle
e si fidano di loro.00:09:32
00:09:33
In conclusione,00:09:34
00:09:34
se anche noi faremo le stesse cose,
allora saremo pronti.00:09:38
00:09:39
Saremo preparati00:09:40
00:09:40
e riusciremo ad affrontare
le prove che arriveranno.00:09:44
David Schafer. Siete pronti? (2 Tim. 3:12)
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David Schafer. Siete pronti? (2 Tim. 3:12)
Siete pronti?
Siete preparati?
Non è forse vero
che è molto più facile prepararsi per qualcosa
quando sappiamo che è molto probabile
che si verifichi presto?
E quante probabilità ci sono
che verremo perseguitati?
Il versetto di oggi, 2 Timoteo 3:12,
dice che “tutti quelli che desiderano vivere
con devozione a Dio
uniti a Cristo Gesù saranno perseguitati”.
Quindi non stiamo parlando
di qualcosa che è solo probabile,
stiamo parlando di una certezza.
Che tipo di persecuzione avete già vissuto?
Tutti noi possiamo ricordare
di essere stati oggetto di ostilità
per il messaggio che predichiamo.
Allo stesso tempo, però,
ricordiamo anche come Geova ci ha aiutato.
Ma in che modo
Geova ci prepara per la persecuzione?
Non è un caso
che il commento della scrittura del giorno
menzioni anche le parole
che troviamo in 1 Pietro.
Pietro scrisse questa lettera ispirata
tra il 62 e il 64,
e se ci pensiamo è poco prima
che l’apostolo Paolo
scrivesse la 2ª lettera a Timoteo.
I fratelli e le sorelle
a cui si rivolse Pietro
stavano affrontando dure prove,
e la situazione sarebbe peggiorata.
Nel I secolo
alcuni associavano i cristiani agli zeloti,
che erano un gruppo di giudei
che in seguito si ribellò contro Roma.
Forse questo fraintendimento
era dovuto al fatto
che i cristiani
non offrivano sacrifici all’imperatore
e non partecipavano a cerimonie pagane.
Poi, nel 64, un grande incendio
devastò un quartiere di Roma
e si sparse la voce che l’imperatore Nerone
ne fosse il responsabile.
Per proteggere la sua reputazione,
Nerone diede la colpa ai cristiani.
Probabilmente fu questa la causa
che scatenò un’ondata
di violenta persecuzione contro i cristiani.
E ricordiamo anche che solo pochi mesi dopo,
Cestio Gallo assediò Gerusalemme.
Era l’anno 66.
Quindi le due lettere ispirate
di cui abbiamo parlato, 1 Pietro e 2 Timoteo,
arrivarono proprio al momento giusto
e aiutarono i fratelli a prepararsi
per quello che sarebbe successo.
Anche oggi
siamo vittime di incomprensioni e di calunnie
a motivo della nostra condotta
e del messaggio che portiamo.
Anche noi come i cristiani del I secolo
viviamo alla fine di un sistema di cose.
Quindi, cosa può aiutarci
a sopportare l’intensa persecuzione,
come stanno facendo 155 fratelli e sorelle
che ad oggi sono imprigionati
in almeno 7 paesi?
Ora esamineremo 3 cose
che impariamo dalla 1ª lettera di Pietro.
1 Pietro 3:14:
non temiamo
quello che temono le persone senza fede.
1 Pietro 4:14:
affidiamoci allo spirito di Geova.
E 1 Pietro 5:9-14:
apprezziamo i nostri fratelli
e fidiamoci di loro.
Sono facili da ricordare,
c’è sempre un 14 di mezzo.
Notate cosa dice 1 Pietro 3:14:
“E anche se doveste soffrire
per amore della giustizia,
felici voi!
Comunque,
non temete quello che loro temono
e [notate] non agitatevi”.
Il commento della scrittura dice
che la paura è un’arma potente
nelle mani del nostro nemico, il Diavolo.
Lui la usa per cercare di farci smettere
di servire Geova.
Ma 1 Pietro 3:14 dice:
“Non temete quello che loro temono”.
Chi sono “loro”?
I nostri persecutori, ma non solo,
anche tutti quelli che vengono influenzati
dal loro modo di pensare.
E cosa temono?
Il disonore, la sconfitta, la morte.
Forse ci viene sicuramente in mente
il racconto di Davide e Golia,
che si trova in 1 Samuele 17.
Golia confidava in cose come la sua forza,
la sua statura, il suo giavellotto,
la sua lancia, la sua spada,
la sua armatura, il suo scudo.
E il re Saul si lasciò intimidire
da quelle cose.
Per più di un mese, tutto il suo esercito
che contava migliaia di soldati
fu terrorizzato da Golia.
Quando alla fine Saul accettò
che Davide combattesse,
cercò di proteggerlo
dandogli la sua armatura
che era simile a quella di Golia.
Quindi Saul confidava nelle stesse cose
in cui confidava Golia:
forza, superiorità fisica, armi, armatura.
In pratica,
Saul confidava in una potenza normale.
Per un soldato alto quasi 3 metri
sarebbe stato facile sconfiggere
completamente un soldato inesperto,
sia che questo avesse un’armatura
o che non ce l’avesse.
Quindi ha senso il fatto che Davide
non abbia usato l’armatura di Saul.
Davide non temeva quello che Golia temeva,
quello che Saul temeva.
Quella era una battaglia del vero Dio.
Davide confidò
nella “potenza oltre il normale”,
ed è quello che dobbiamo fare anche noi.
Sul nostro sito, questa settimana
abbiamo letto le parole
del fratello Vitalij Il’inych,
che parlando del suo arresto ha detto:
“Più le cose diventano difficili nella vita,
più ci avviciniamo a Geova.
Geova è il Vasaio
e, se permette che nella mia vita
ci sia una prova simile al fuoco,
so che può usarla per modellarmi.
Se mi sembra di non riuscire più
a portare questo peso,
allora è il momento di implorare Geova
per avere la ‘potenza oltre il normale’”.
I nostri oppositori
non possono impedire a Geova di aiutarci,
di ricordarsi di noi e di ricompensarci.
Se rimarremo leali a Geova
raggiungeremo la più alta forma di onore,
di vittoria e di vita.
E perciò non temiamo
quello che temono le persone senza fede.
“La fede […]
può darci forza in quest’oscurità”.
E questo ci porta alle parole
che leggiamo in 1 Pietro 4:14:
“Se venite insultati per il nome di Cristo
[notate],
felici voi,
perché lo spirito della gloria,
lo spirito di Dio, riposa su di voi”.
Venire insultati per il nome di Cristo
è una prova del fatto
che abbiamo lo spirito di Dio.
E abbiamo bisogno del suo spirito
per continuare a perseverare.
Il fratello Anton Ostapenko ha detto:
“[In prigione,Geova]
mi ha mostrato davvero che tipo di Dio è.
E lasciate che vi dica una cosa:
sono proprio contento di questo.
Si è dimostrato non solo un Dio onnipotente,
ma anche un Padre amorevole
che capisce davvero le mie circostanze
e mi aiuta in modi
che non avrei mai immaginato
e sempre al momento giusto”.
Come dice un cantico, è solo grazie alla fede
che sappiamo
che ‘Geova è sempre accanto a noi’.
E così arriviamo al nostro terzo punto,
che troviamo in 1 Pietro 5:9-14,
e che ci aiuta
ad apprezzare i nostri fratelli.
Pensiamo ad Anatolij Vilitkevič,
che mentre era in prigione
ha scritto in un taccuino esempi biblici
di persone che furono perseguitate.
Anatolij dice:
“Ho riflettuto sul fatto che Geova non impedì
che queste persone incontrassero difficoltà,
ma allo stesso tempo non le abbandonò.
[E] questo mi ha rafforzato molto”.
Anche le lettere di sua moglie
lo hanno incoraggiato.
Lui dice: “In una delle sue prime lettere,
Alëna mi ha mandato diverse fotografie
dei nostri amici e dei nostri cari.
Ogni sera guardavo queste fotografie […]
cercavo di ricordarmi
qualche episodio interessante
vissuto con la persona nella foto.
Questo mi ha aiutato
a sentire ognuno di loro vicino a me”.
Pensare ad esempi di fede del passato
e del presente lo ha rafforzato.
Noi siamo un popolo unito.
È vero, ci aspettiamo di essere perseguitati,
ma è interessante riflettere
su quello che dice il fratello Dmitrij Golik:
“Ovviamente è importante
compiere passi pratici
per essere preparati alla persecuzione,
ma la preparazione spirituale
è molto più importante.
Quando siamo perseguitati,
la cosa più importante non è
quanto siamo svegli o capaci di nasconderci,
ma la nostra lealtà a Dio.
Gesù era perfettamente in grado
di non farsi trovare dai suoi nemici
ma non era questo che voleva fare.
In quanto suoi discepoli, il nostro obiettivo
non è evitare le difficoltà,
ma affrontarle con coraggio e dignità”.
Quindi cosa possiamo fare
per prepararci alla persecuzione?
Dalle esperienze dei fratelli e delle sorelle
che stanno affrontando queste prove,
è evidente che per loro adorare Geova
non è una routine o una cosa meccanica,
infatti il loro obiettivo
è avvicinarsi sempre di più a Geova.
E lo fanno meditando con gratitudine,
con apprezzamento,
su tutto quello che Geova gli insegna
e mettendolo in pratica.
La loro fede diventa sempre più forte
e così non temono
quello che temono le persone senza fede.
Confidano sempre
nell’aiuto dello spirito santo
e apprezzano i fratelli e le sorelle
e si fidano di loro.
In conclusione,
se anche noi faremo le stesse cose,
allora saremo pronti.
Saremo preparati
e riusciremo ad affrontare
le prove che arriveranno.
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