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Izak Marais. Geova ci dà la forza e il desiderio di agire (Filip. 2:13)

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Il versetto che andiamo a esaminare oggi
è un versetto molto rassicurante,
può rafforzare chiunque si senta scoraggiato.
Dice:
“Dio infatti è colui
che, secondo il proprio volere,
agisce in voi dandovi sia il desiderio
che la forza di agire”.
Impariamo 2 cose da queste parole.
1) Geova vuole aiutarci.
Dice “secondo il proprio volere”.
2) Geova ci darà la forza,
la forza che viene dal suo spirito santo,
la forza più potente di tutto l’universo.
Sappiamo molto bene
che Geova è nostro Amico
e che lo sarà per sempre.
E ci teniamo stretta questa amicizia,
la proteggiamo con tutto il nostro cuore
e la nostra forza.
Ma sappiamo anche
che Satana fa tutto il possibile
per rovinare la nostra amicizia con Geova,
e lo fa usando prove e difficoltà
allo scopo di distruggerci,
di infrangere la nostra determinazione.
E parlando di prove,
leggiamo 1 Tessalonicesi 3.
Inizieremo a leggere a partire dal versetto 2.
1 Tessalonicesi 3,
cominciando dal versetto 2.
Si legge: “E abbiamo mandato Timoteo,
nostro fratello e ministro di Dio
nel proclamare la buona notizia
riguardo al Cristo,
per rendervi saldi
e confortarvi circa la vostra fede,
così che nessuno sia scosso
da queste tribolazioni.
Del resto voi stessi sapete
che non possiamo evitarle.
Infatti quando eravamo con voi
vi avvertivamo che avremmo sofferto;
ed è ciò che è accaduto, come sapete”.
Da questo versetto capiamo
che Satana ci perseguita
per farci sentire ‘scossi’.
Ma cosa significa?
Significa che vuole renderci più deboli,
che vuole minare la nostra fiducia in Geova.
Satana cerca di colpirci
nei nostri sentimenti più profondi,
di farci sentire così tristi
da smettere di servire Geova.
A volte potremmo sentirci
davvero molto scoraggiati.
E quando succede questo,
Satana vuole farci credere
che sia Geova a causare i nostri problemi,
che sia lui il responsabile.
E poi inizia a piantare i semi del dubbio
nella nostra mente.
Potremmo iniziare a chiederci:
“Perché Geova ha permesso
che mi succedesse questo?
Che cosa ho fatto di male?
Ho perso la sua approvazione?
Per quale motivo
Geova è così arrabbiato con me?
Chissà se mi ama ancora”.
E quando queste prove persistono nel tempo,
potremmo sentirci così sopraffatti
che vorremmo mollare tutto.
Quasi come Elia, potremmo sentirci
proprio come si sentì lui.
Vi ricordate quando stava scappando
dalla regina Izebel?
Era nel deserto,
si mise a sedere sotto una ginestra
e disse a Geova: “Toglimi la vita”.
Voleva semplicemente sdraiarsi lì e morire.
Poi Geova gli mandò un angelo,
che gli diede un po’ di acqua
e un po’ di pane.
Elia, che prima si sentiva debole,
si alzò e continuò il viaggio
percorrendo in tutto quasi 500 km.
Con la forza datagli da quel cibo
proseguì per 40 giorni e 40 notti
fino al monte Horeb.
Su quel monte Geova rafforzò Elia,
gli diede uno scopo, lo confortò,
lo rassicurò del fatto
che lo amava con tutto il suo cuore.
Così Elia continuò a servire Geova.
Che dire di noi?
Geova sa esattamente
che cosa stiamo passando
e come ci sentiamo.
Vuole darci la vita eterna.
Ricordate, ha pagato un prezzo molto caro
per provvederci il riscatto.
Lo ha fatto per noi.
Quindi, come dovremmo affrontare
le prove della vita?
Andiamo in Filippesi 2.
Qui l’apostolo Paolo ce lo spiega
menzionando l’esempio
che ci ha lasciato Gesù.
Impariamo molto dal modo in cui
Gesù si comportò durante le prove.
Prendiamo insieme Filippesi 2,
inizieremo a leggere dal versetto 5.
Filippesi 2, dal versetto 5 dice:
“Abbiate lo stesso modo di pensare
di Cristo Gesù,
il quale, pur esistendo nella forma di Dio
[nella forma di Dio]”,
passiamo al versetto 7,
“svuotò sé stesso,
assunse la forma di uno schiavo
e divenne come gli uomini”.
Lasciò la sua posizione in cielo.
“Svuotò sé stesso”,
rinunciò a tutto il potere che aveva
e divenne un bambino.
Crebbe nella forma di un essere umano
fino a diventare un uomo.
Ma era comunque debole,
era debole in confronto a com’era prima
quando era “Michele,
uno dei principi più importanti” nei cieli.
Ma notate cosa viene detto al versetto 8:
“Per di più
[cioè oltre a essere diventato
un semplice essere umano],
quando venne come uomo, umiliò sé stesso
e divenne ubbidiente fino alla morte,
la morte su un palo di tortura”.
Fu estremamente difficile per Gesù.
Il fatto che non fu per niente facile
lo si capisce da quello che leggiamo
in Luca 22.
Prendete con me Luca 22
e leggiamo il versetto 42.
Gesù disse:
“Padre, se vuoi,
allontana da me questo calice.
Tuttavia sia fatta non la mia volontà,
ma la tua”.
Che splendido atteggiamento!
Poi “dal cielo gli apparve un angelo
che lo rafforzò”.
Eppure, notate il versetto 44:
“Ma la sofferenza era tale
che Gesù continuò a pregare
ancor più intensamente;
e il suo sudore divenne
come gocce di sangue che cadevano a terra”.
Riuscite a immaginare
l’agonia che provava Gesù?
Continuiamo a leggere dal versetto 45:
“Dopo aver pregato, Gesù si alzò,
andò dai [suoi] discepoli”
e notate il versetto 46:
“Disse loro: ‘Perché dormite?
Alzatevi e pregate
per non cadere in tentazione’”.
Geova lo aveva rafforzato.
Lui era deciso ad andare fino in fondo,
e non solo,
incoraggiò i suoi discepoli a fare lo stesso.
Torniamo in Filippesi 2
e vediamo come Geova lo ricompensò.
Filippesi 2, leggiamo il versetto 9:
“Per questo Dio lo ha innalzato
a una posizione superiore
e gli ha benevolmente dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome”.
Geova ha rafforzato Gesù, gli ha dato potenza.
E ora ha grande potere in cielo, è immortale.
Gesù ha più potere
di quanto ne avesse mai avuto prima.
Distruggerà Satana,
eliminerà ogni traccia del suo sistema.
Porterà il nuovo mondo,
riporterà in vita miliardi di persone
e darà loro la vita eterna.
Tutto questo, grazie al fatto
che Geova lo ha rafforzato con il suo spirito.
Vediamo cosa possiamo imparare.
Che cosa si aspetta Geova da noi?
Troviamo la risposta in Filippesi 2:12.
Filippesi 2:12.
Ecco che cosa si aspetta Geova da noi.
La seconda parte:
“Continuate a operare per la vostra salvezza
con timore e trepidazione”.
“La vostra salvezza”,
ci dobbiamo mettere del nostro.
Ma qui viene detto
“con timore e trepidazione”.
Se non avessimo debolezze,
non direbbe “con timore e trepidazione”.
Dobbiamo confidare in Geova.
Geova sa che siamo imperfetti e deboli,
ma può darci “sia il desiderio che la forza”
di confidare pienamente in lui.
Seguiamo l’esempio di Gesù
in questi 2 aspetti:
primo, fece la volontà di Geova,
e secondo, pregò “ancor più intensamente”.
Quindi riassumendo,
abbiamo visto 4 punti.
Primo punto, “secondo il proprio volere”.
Geova vuole che non ci arrendiamo.
Secondo punto,
Geova ci dà il suo spirito santo,
la forza più potente nell’universo.
Terzo punto,
ci dà il desiderio di fare la sua volontà.
E quarto punto,
ci dà anche la forza per fare la sua volontà.
È proprio come disse l’apostolo Paolo
in Filippesi 4:13:
“Per ogni cosa ho forza
grazie a colui che mi dà potenza”.