00:00:01
La scrittura del giorno di oggi
è tratta dal libro di Giacomo.00:00:05
00:00:07
Martin Lutero,
uno dei fautori della riforma protestante,00:00:11
00:00:12
non aveva un’alta opinione
del libro di Giacomo.00:00:14
00:00:15
Lo definì “un’epistola di paglia”,00:00:18
00:00:18
perché non dava molto peso al suo contenuto,
non lo considerava importante.00:00:22
00:00:23
Lutero la pensava allo stesso modo
riguardo a Ester00:00:26
00:00:26
Ebrei, Giuda
e riguardo al libro di Rivelazione.00:00:30
00:00:31
Ma perché scartava il libro di Giacomo?00:00:33
00:00:33
Il problema principale
verteva proprio sulla scrittura di oggi:00:00:37
00:00:37
“La fede senza opere è morta”.00:00:41
00:00:42
Tutto nasceva da un malinteso
riguardo alle parole di Giacomo.00:00:46
00:00:46
Lutero pensava che secondo Giacomo00:00:49
00:00:49
possiamo guadagnarci la salvezza
grazie alle opere.00:00:52
00:00:52
Lui invece sosteneva che la salvezza
si ottiene solo grazie alla fede.00:00:57
00:00:57
Era così perplesso che arrivò a sostenere00:01:00
00:01:00
che il libro di Giacomo
non fosse stato scritto da un cristiano,00:01:04
00:01:04
tanto meno da Giacomo,00:01:05
00:01:05
ma che fosse opera di un ebreo
che non sapeva un granché sul cristianesimo.00:01:10
00:01:11
E tutto perché Lutero non riusciva a cogliere00:01:14
00:01:14
il vero significato delle parole di Giacomo.00:01:17
00:01:18
Giacomo stava dicendo: “La fede è importante,
tutti abbiamo bisogno di fede,00:01:23
00:01:23
ma la fede non si può vedere.00:01:24
00:01:25
Come si fa a capire se una persona ha fede?”00:01:27
00:01:27
La risposta è: “Attraverso le opere.00:01:30
00:01:30
Le opere che una persona compie
provano che ha fede”.00:01:34
00:01:34
Ed è proprio la fede nel sacrificio di Cristo
che ci salva.00:01:38
00:01:39
Ecco quindi una prima lezione.00:01:41
00:01:41
Quando non ci è molto chiaro un punto,00:01:44
00:01:44
che sia nelle Scritture o nelle pubblicazioni,00:01:46
00:01:47
è meglio partire dal presupposto
che il problema dipenda da noi,00:01:50
00:01:51
non dallo scrittore.00:01:52
00:01:52
E con questo in mente,00:01:53
00:01:54
chiediamo a Geova di aiutarci
a capire quello che stiamo leggendo.00:01:57
00:01:59
Proprio come Martin Lutero,00:02:00
00:02:01
oggi molti evangelici sostengono
che la fede sia più importante delle opere.00:02:05
00:02:05
Quando li incontriamo
mentre predichiamo, ci dicono:00:02:08
00:02:08
“Voi siete convinti di guadagnarvi la salvezza
andando di casa in casa”.00:02:12
00:02:13
Beh, ovviamente le cose non stanno così.00:02:16
00:02:16
Ci rendiamo perfettamente conto00:02:18
00:02:19
che a purificarci da ogni peccato
è il sangue versato da Gesù.00:02:23
00:02:23
Ma partecipiamo al ministero
perché noi amiamo Geova Dio.00:02:26
00:02:27
Amiamo il prossimo.00:02:28
00:02:28
Vogliamo che più persone possibile
conoscano la verità su Geova00:02:32
00:02:32
perché vengono dette tante bugie su di lui.00:02:34
00:02:35
E questo è proprio quello che fa un testimone,
giura di dire la verità.00:02:39
00:02:40
Mi è piaciuto quello che ha detto Jake Rumph
nel suo discorso all’adunanza annuale.00:02:45
00:02:45
Ricordate?00:02:46
00:02:47
Ha detto che quando Gesù incontrava
qualcuno che soffriva,00:02:50
00:02:50
lui non riusciva a sopportare
di vederlo soffrire00:02:53
00:02:53
nemmeno per un altro minuto.00:02:55
00:02:55
E così lo guariva anche se era Sabato.00:02:58
00:02:58
Non diceva alle persone: “Tornate domani”00:03:00
00:03:00
o “Ci vediamo da qualche parte
vicino al Mar Morto”.00:03:03
00:03:04
Niente affatto.00:03:05
00:03:05
Gesù guarì le persone immediatamente,00:03:07
00:03:08
pur sapendo che i farisei
gli avrebbero causato problemi.00:03:11
00:03:11
E non è una cosa da sottovalutare.00:03:13
00:03:13
Quello che Gesù faceva,
guarire le persone di Sabato,00:03:16
00:03:16
era estremamente rischioso.00:03:18
00:03:18
Secondo la Legge mosaica,00:03:20
00:03:20
chi infrangeva il Sabato
doveva essere messo a morte.00:03:23
00:03:23
Quindi capiamo come mai
i farisei fecero tutto il possibile00:03:27
00:03:27
per far condannare Gesù.00:03:29
00:03:29
Il fratello Rumph come ha applicato
questo punto a ognuno di noi?00:03:33
00:03:33
Non dovremmo concludere
che anche se non predichiamo,00:03:36
00:03:37
beh, tanto sarà Geova a pensarci
durante la grande tribolazione.00:03:40
00:03:40
Le persone stanno soffrendo ora,
hanno bisogno di sollievo ora,00:03:44
00:03:45
hanno bisogno di conoscere Geova ora.00:03:47
00:03:48
Hanno bisogno
di una vita migliore e più felice ora00:03:51
00:03:51
e hanno tanto bisogno
di una speranza per il futuro.00:03:54
00:03:55
E che dire di Gesù?00:03:56
00:03:57
A lui interessano le opere che facciamo?00:03:59
00:03:59
O la pensa come gli evangelici
secondo cui basta credere per essere salvati?00:04:03
00:04:04
Lasciamo che sia lui a rispondere.00:04:06
00:04:06
Leggiamolo dalla Bibbia,
da un altro libro biblico00:04:09
00:04:09
che Lutero non amava particolarmente,
Rivelazione.00:04:12
00:04:13
Andiamo in Rivelazione 2.00:04:15
00:04:15
Leggiamo le parole di Gesù.00:04:16
00:04:17
Leggiamo come la pensa lui
riguardo alle opere.00:04:20
00:04:20
Rivelazione 2,00:04:22
00:04:23
iniziamo leggendo insieme i versetti 2 e 5.00:04:27
00:04:29
È il messaggio
rivolto alla congregazione di Efeso.00:04:32
00:04:32
Gesù disse: “Conosco le tue opere”.00:04:36
00:04:36
Poi aggiunse:
“La tua fatica e la tua perseveranza”.00:04:40
00:04:40
Questo era il versetto 2.00:04:42
00:04:42
Il versetto 5 aggiunge:00:04:44
00:04:44
“Perciò ricordati da dove sei caduto, pentiti”00:04:48
00:04:48
e notate, “compi le opere di un tempo”.00:04:53
00:04:53
Ora leggiamo il 19.00:04:55
00:04:55
Questo è il messaggio
alla congregazione di Tiatira.00:04:58
00:04:59
La domanda che ci facciamo è:00:05:01
00:05:01
“Gesù si accorge di tutto quello
che noi facciamo nel servizio?”00:05:06
00:05:06
Versetto 19, ecco cosa disse:00:05:09
00:05:09
“Conosco le tue opere, il tuo amore,00:05:12
00:05:13
la tua fede, il tuo ministero00:05:15
00:05:15
e la tua perseveranza”00:05:17
00:05:17
[e notate],00:05:18
00:05:19
“so che le tue ultime opere
sono più numerose di quelle di un tempo”.00:05:24
00:05:24
Qual è il punto?00:05:26
00:05:27
Gesù nota quello che facciamo.00:05:29
00:05:30
Quando ci tratteniamo un po’ di più
in servizio il sabato mattina,00:05:34
00:05:34
quando ci prendiamo il tempo00:05:36
00:05:36
di lasciare un volantino
o un biglietto da visita00:05:39
00:05:39
a un negoziante,00:05:41
00:05:41
o magari quando torniamo a visitare qualcuno
in un momento adatto a quella persona,00:05:47
00:05:47
ma che non è il momento migliore per noi.00:05:49
00:05:49
Gesù si accorge
di questi piccoli sacrifici che facciamo00:05:52
00:05:53
e li apprezza davvero tanto.00:05:54
00:05:56
Quello che i servitori di Geova
stanno facendo oggi00:05:59
00:05:59
è davvero straordinario.00:06:01
00:06:01
Ovviamente Satana è sempre critico.00:06:04
00:06:04
Lui è “l’accusatore dei nostri fratelli”
e forse dirà:00:06:07
00:06:07
“Ora che i proclamatori non devono più fare
un rapporto dettagliato del loro servizio00:06:11
00:06:12
si limiteranno
a fare il minimo indispensabile.00:06:14
00:06:14
Faranno giusto quello che serve
per spuntare la casella alla fine del mese”.00:06:19
00:06:20
Con il loro zelo, i nostri fratelli e sorelle
dimostrano che Satana è un bugiardo.00:06:24
00:06:25
Anche se non dobbiamo raggiungere
un certo numero di ore,00:06:27
00:06:28
molti si stanno ponendo mete ragionevoli
in base alle loro circostanze.00:06:32
00:06:32
Concentriamoci sulla parola “ragionevole”.00:06:35
00:06:35
Quello che è ragionevole
per un diciannovenne pieno di energie00:06:39
00:06:40
potrebbe non esserlo per un novantenne
con problemi di salute.00:06:43
00:06:44
Non che i novantenni non possano ancora
fare molto nel servizio a Geova.00:06:48
00:06:48
Alcuni trovano utile programmarsi in anticipo.00:06:51
00:06:51
All’inizio del mese
danno un’occhiata ai vari fine settimana00:06:54
00:06:55
e si chiedono: “Cosa c’è in programma?00:06:56
00:06:57
Allora, mia sorella si sposa.
Sarò via per il weekend.00:07:00
00:07:00
Ottimo.
E invece gli altri tre fine settimana?”00:07:03
00:07:04
I nostri fratelli mostrano amore per Geova
anche in un altro modo,00:07:08
00:07:08
uscendo dalla loro zona di comfort.00:07:10
00:07:11
È interessante che per alcuni
uscire dalla propria zona di comfort00:07:16
00:07:16
significa andare in servizio di casa in casa.00:07:19
00:07:19
Soprattutto da quando c’è stato il COVID,00:07:22
00:07:22
molti trovano difficile
parlare con degli sconosciuti.00:07:25
00:07:25
Si sono abituati a comunicare
per messaggio o per email.00:07:28
00:07:29
Preferiscono quindi la testimonianza
con gli espositori o per lettera.00:07:32
00:07:32
E questo va bene, ma sanno anche
che non incontriamo tutti agli espositori00:07:36
00:07:36
e che non possiamo
contattare tutti per lettera.00:07:39
00:07:39
Dobbiamo essere imparziali.00:07:41
00:07:41
Quindi questi fratelli chiedono a Geova
il coraggio per andare di casa in casa.00:07:46
00:07:46
Possono essere sicuri che Gesù lo nota00:07:48
00:07:49
e che apprezza il loro coraggio
e il loro spirito volenteroso.00:07:52
00:07:53
Gli instancabili pendolari
che servono alla Betel00:07:56
00:07:56
sono un ottimo esempio
di amore per Geova e per i fratelli.00:07:59
00:08:00
Chi tra loro è pioniere potrebbe,
per così dire,00:08:03
00:08:03
finire le ore la terza settimana del mese.00:08:06
00:08:06
Eppure non si prende libera la quarta.00:08:08
00:08:08
Questi pendolari sanno
che abbiamo bisogno di loro00:08:11
00:08:11
anche quella settimana
e quindi fanno uno sforzo in più.00:08:14
00:08:15
Li apprezziamo davvero tanto.00:08:17
00:08:17
In conclusione,
Gesù collegò la fede alle opere.00:08:20
00:08:21
La notte prima di morire,
Gesù disse queste parole ai suoi discepoli:00:08:25
00:08:25
“Chi esercita fede in me”,
o come dicono altre traduzioni bibliche,00:08:30
00:08:30
“chi crede in me”,00:08:32
00:08:32
“farà anche lui le opere che faccio io”.00:08:36
00:08:37
E quale opera compì Gesù?00:08:39
00:08:39
Come sappiamo bene, l’opera di predicazione.00:08:42
David Splane. La fede senza le opere è morta (Giac. 2:17)
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David Splane. La fede senza le opere è morta (Giac. 2:17)
La scrittura del giorno di oggi
è tratta dal libro di Giacomo.
Martin Lutero,
uno dei fautori della riforma protestante,
non aveva un’alta opinione
del libro di Giacomo.
Lo definì “un’epistola di paglia”,
perché non dava molto peso al suo contenuto,
non lo considerava importante.
Lutero la pensava allo stesso modo
riguardo a Ester
Ebrei, Giuda
e riguardo al libro di Rivelazione.
Ma perché scartava il libro di Giacomo?
Il problema principale
verteva proprio sulla scrittura di oggi:
“La fede senza opere è morta”.
Tutto nasceva da un malinteso
riguardo alle parole di Giacomo.
Lutero pensava che secondo Giacomo
possiamo guadagnarci la salvezza
grazie alle opere.
Lui invece sosteneva che la salvezza
si ottiene solo grazie alla fede.
Era così perplesso che arrivò a sostenere
che il libro di Giacomo
non fosse stato scritto da un cristiano,
tanto meno da Giacomo,
ma che fosse opera di un ebreo
che non sapeva un granché sul cristianesimo.
E tutto perché Lutero non riusciva a cogliere
il vero significato delle parole di Giacomo.
Giacomo stava dicendo: “La fede è importante,
tutti abbiamo bisogno di fede,
ma la fede non si può vedere.
Come si fa a capire se una persona ha fede?”
La risposta è: “Attraverso le opere.
Le opere che una persona compie
provano che ha fede”.
Ed è proprio la fede nel sacrificio di Cristo
che ci salva.
Ecco quindi una prima lezione.
Quando non ci è molto chiaro un punto,
che sia nelle Scritture o nelle pubblicazioni,
è meglio partire dal presupposto
che il problema dipenda da noi,
non dallo scrittore.
E con questo in mente,
chiediamo a Geova di aiutarci
a capire quello che stiamo leggendo.
Proprio come Martin Lutero,
oggi molti evangelici sostengono
che la fede sia più importante delle opere.
Quando li incontriamo
mentre predichiamo, ci dicono:
“Voi siete convinti di guadagnarvi la salvezza
andando di casa in casa”.
Beh, ovviamente le cose non stanno così.
Ci rendiamo perfettamente conto
che a purificarci da ogni peccato
è il sangue versato da Gesù.
Ma partecipiamo al ministero
perché noi amiamo Geova Dio.
Amiamo il prossimo.
Vogliamo che più persone possibile
conoscano la verità su Geova
perché vengono dette tante bugie su di lui.
E questo è proprio quello che fa un testimone,
giura di dire la verità.
Mi è piaciuto quello che ha detto Jake Rumph
nel suo discorso all’adunanza annuale.
Ricordate?
Ha detto che quando Gesù incontrava
qualcuno che soffriva,
lui non riusciva a sopportare
di vederlo soffrire
nemmeno per un altro minuto.
E così lo guariva anche se era Sabato.
Non diceva alle persone: “Tornate domani”
o “Ci vediamo da qualche parte
vicino al Mar Morto”.
Niente affatto.
Gesù guarì le persone immediatamente,
pur sapendo che i farisei
gli avrebbero causato problemi.
E non è una cosa da sottovalutare.
Quello che Gesù faceva,
guarire le persone di Sabato,
era estremamente rischioso.
Secondo la Legge mosaica,
chi infrangeva il Sabato
doveva essere messo a morte.
Quindi capiamo come mai
i farisei fecero tutto il possibile
per far condannare Gesù.
Il fratello Rumph come ha applicato
questo punto a ognuno di noi?
Non dovremmo concludere
che anche se non predichiamo,
beh, tanto sarà Geova a pensarci
durante la grande tribolazione.
Le persone stanno soffrendo ora,
hanno bisogno di sollievo ora,
hanno bisogno di conoscere Geova ora.
Hanno bisogno
di una vita migliore e più felice ora
e hanno tanto bisogno
di una speranza per il futuro.
E che dire di Gesù?
A lui interessano le opere che facciamo?
O la pensa come gli evangelici
secondo cui basta credere per essere salvati?
Lasciamo che sia lui a rispondere.
Leggiamolo dalla Bibbia,
da un altro libro biblico
che Lutero non amava particolarmente,
Rivelazione.
Andiamo in Rivelazione 2.
Leggiamo le parole di Gesù.
Leggiamo come la pensa lui
riguardo alle opere.
Rivelazione 2,
iniziamo leggendo insieme i versetti 2 e 5.
È il messaggio
rivolto alla congregazione di Efeso.
Gesù disse: “Conosco le tue opere”.
Poi aggiunse:
“La tua fatica e la tua perseveranza”.
Questo era il versetto 2.
Il versetto 5 aggiunge:
“Perciò ricordati da dove sei caduto, pentiti”
e notate, “compi le opere di un tempo”.
Ora leggiamo il 19.
Questo è il messaggio
alla congregazione di Tiatira.
La domanda che ci facciamo è:
“Gesù si accorge di tutto quello
che noi facciamo nel servizio?”
Versetto 19, ecco cosa disse:
“Conosco le tue opere, il tuo amore,
la tua fede, il tuo ministero
e la tua perseveranza”
[e notate],
“so che le tue ultime opere
sono più numerose di quelle di un tempo”.
Qual è il punto?
Gesù nota quello che facciamo.
Quando ci tratteniamo un po’ di più
in servizio il sabato mattina,
quando ci prendiamo il tempo
di lasciare un volantino
o un biglietto da visita
a un negoziante,
o magari quando torniamo a visitare qualcuno
in un momento adatto a quella persona,
ma che non è il momento migliore per noi.
Gesù si accorge
di questi piccoli sacrifici che facciamo
e li apprezza davvero tanto.
Quello che i servitori di Geova
stanno facendo oggi
è davvero straordinario.
Ovviamente Satana è sempre critico.
Lui è “l’accusatore dei nostri fratelli”
e forse dirà:
“Ora che i proclamatori non devono più fare
un rapporto dettagliato del loro servizio
si limiteranno
a fare il minimo indispensabile.
Faranno giusto quello che serve
per spuntare la casella alla fine del mese”.
Con il loro zelo, i nostri fratelli e sorelle
dimostrano che Satana è un bugiardo.
Anche se non dobbiamo raggiungere
un certo numero di ore,
molti si stanno ponendo mete ragionevoli
in base alle loro circostanze.
Concentriamoci sulla parola “ragionevole”.
Quello che è ragionevole
per un diciannovenne pieno di energie
potrebbe non esserlo per un novantenne
con problemi di salute.
Non che i novantenni non possano ancora
fare molto nel servizio a Geova.
Alcuni trovano utile programmarsi in anticipo.
All’inizio del mese
danno un’occhiata ai vari fine settimana
e si chiedono: “Cosa c’è in programma?
Allora, mia sorella si sposa.
Sarò via per il weekend.
Ottimo.
E invece gli altri tre fine settimana?”
I nostri fratelli mostrano amore per Geova
anche in un altro modo,
uscendo dalla loro zona di comfort.
È interessante che per alcuni
uscire dalla propria zona di comfort
significa andare in servizio di casa in casa.
Soprattutto da quando c’è stato il COVID,
molti trovano difficile
parlare con degli sconosciuti.
Si sono abituati a comunicare
per messaggio o per email.
Preferiscono quindi la testimonianza
con gli espositori o per lettera.
E questo va bene, ma sanno anche
che non incontriamo tutti agli espositori
e che non possiamo
contattare tutti per lettera.
Dobbiamo essere imparziali.
Quindi questi fratelli chiedono a Geova
il coraggio per andare di casa in casa.
Possono essere sicuri che Gesù lo nota
e che apprezza il loro coraggio
e il loro spirito volenteroso.
Gli instancabili pendolari
che servono alla Betel
sono un ottimo esempio
di amore per Geova e per i fratelli.
Chi tra loro è pioniere potrebbe,
per così dire,
finire le ore la terza settimana del mese.
Eppure non si prende libera la quarta.
Questi pendolari sanno
che abbiamo bisogno di loro
anche quella settimana
e quindi fanno uno sforzo in più.
Li apprezziamo davvero tanto.
In conclusione,
Gesù collegò la fede alle opere.
La notte prima di morire,
Gesù disse queste parole ai suoi discepoli:
“Chi esercita fede in me”,
o come dicono altre traduzioni bibliche,
“chi crede in me”,
“farà anche lui le opere che faccio io”.
E quale opera compì Gesù?
Come sappiamo bene, l’opera di predicazione.
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