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Non dimenticheremo mai quel saluto

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Sono cresciuto in un piccolo paese,
e ho avuto un’infanzia felice.
Sin da quando ero bambino
i miei genitori mi hanno instillato
l’amore per Dio
e il rispetto per la Bibbia.
Andavamo regolarmente in chiesa
e ho frequentato una scuola privata
dove si studiava la Bibbia ogni giorno.
Nonostante tutto questo
sentivo che mi mancava qualcosa.
A 15 anni la mia vita cambiò
in un istante.
Mentre giocavo su un albero
si ruppe il ramo e caddi a terra,
e rimasi paralizzato.
Da quel momento
da un bambino pieno di vita
che correva
divenni un bambino paralizzato
dal collo in giù.
Non sentivo niente.
A 18 anni avevo riacquistato
abbastanza forza nelle braccia
da ritornare a essere indipendente.
Cominciai a frequentare l’università
e andai a vivere nel campus.
Ancora una volta
la mia vita cambiò drasticamente.
Gli altri studenti facevano uso
di droghe, bevevano alcol
e vivevano una vita immorale,
e io cominciai a fare le stesse cose.
Comunque, tutte le sere
leggevo la Bibbia
e avevo ancora una forte fede in Dio.
Ma quando pregavo
prima di andare a dormire
sapevo che un giorno
sarei andato a finire in quell’inferno
che mi avevano insegnato da bambino.
In quel periodo incontrai una ragazza
di nome Julie
e in poco tempo ci sposammo.
Aveva anche lei lo stesso stile
di vita hippie che avevo io
e sapevamo che per far durare
il nostro matrimonio dovevamo cambiare.
Eravamo in cerca di Dio,
lo volevamo nella nostra vita.
Un giorno ero da solo nel parco.
Era un posto bellissimo.
Di fronte a me c’era un lago
e dietro a me una montagna.
In quel momento pregai Dio
e gli dissi che volevamo servirlo
ma che non sapevamo come.
Circa 10 minuti dopo
si avvicinò un uomo
che iniziò a parlarmi
di un paradiso sulla terra.
Tutto quello che diceva
mi sembrava plausibile,
lo avevo già letto nella Bibbia.
La cosa che più mi colpì
fu la spiegazione che mi diede
sull’inferno di fuoco.
Era così chiaro... così logico!
Tutto aveva un senso per me.
Ci invitò ad andare in Sala del Regno
il giorno dopo e ci andammo.
Io e mia moglie
non dimenticheremo mai
quella prima adunanza di 37 anni fa.
Avevo i capelli lunghi
e i jeans strappati.
Credo che non avessi nemmeno
le scarpe quel giorno.
Mentre eravamo lì seduti
pensavo a quanto disprezzo
doveva provare per noi
quel fratello che stava sul podio.
Ma con nostra sorpresa
dopo l’adunanza venne subito a salutarci
e ci invitò a trascorrere del tempo
con la sua famiglia.
Non ci ricordiamo niente
di ciò che venne detto a quell’adunanza
ma non dimenticheremo mai
quel saluto.
Cominciammo a frequentare subito
tutte le adunanze
e iniziammo anche uno studio biblico
con il fratello
che avevamo incontrato nel parco.
Ci volle tempo
per cambiare il nostro stile di vita,
ma i fratelli furono così amorevoli
e pazienti con noi.
Ora avevamo uno scopo nella vita.
Il vuoto che per tanto tempo
avevo sentito dentro non c’era più.
Non vivevamo più una vita
incentrata su noi stessi.
Ora avevamo Geova,
i fratelli, il ministero.
Ci dedicammo a Geova
e ci battezzammo.