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Introduzione a Tito

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Introduzione al libro di Tito
La lettera ispirata
che l’apostolo Paolo indirizzò a Tito
fu scritta tra il 61 e il 64.
Forse Paolo la scrisse dalla Macedonia,
qualche tempo dopo
la sua prima detenzione a Roma.
Evidentemente,
dopo essere stato rimesso in libertà,
Paolo prestò servizio
insieme a Tito a Creta.
Quando lui partì, Tito rimase là.
L’incarico che Tito svolse a Creta
era difficile.
In generale,
le persone del posto avevano la fama
di essere disoneste, pigre e ghiottone.
Questi tratti negativi avevano iniziato
a caratterizzare anche alcuni cristiani.
Perciò nella sua lettera
Paolo chiese a Tito
di correggere la situazione
nelle congregazioni di Creta
e di nominare uomini qualificati
perché servissero come anziani.
La lettera a Tito ha 3 capitoli.
Il capitolo 1
elenca i requisiti spirituali
per gli anziani della congregazione.
Inoltre Paolo dice a Tito
di riprendere con severità
coloro che cercano di sviare i fratelli.
Tra questi, definiti “ingannatori”,
ci sono uomini ribelli,
inutili chiacchieroni
e quelli che insistono
sulla questione della circoncisione.
Nel capitolo 2 Paolo menziona
molte delle eccellenti qualità
che dovrebbero essere evidenti
fra i cristiani,
uomini, donne e schiavi inclusi.
Paolo incoraggia Tito dicendogli
di parlare e agire “con piena autorità”.
E aggiunge:
“Nessuno ti tratti con disprezzo”.
Lo sapevate?
La reputazione che Tito aveva
quale sorvegliante cristiano
dimostra che era il tipo di uomo
a cui si potevano affidare
incarichi delicati e difficili:
era coraggioso, deciso, amorevole
ed evidentemente
anche un buon organizzatore.
Paolo era fiducioso che Tito
avrebbe fatto un ottimo lavoro a Creta.
Nel capitolo 3 Paolo esorta Tito
a ricordare ai cristiani cretesi
di ubbidire alle autorità secolari,
di essere ragionevoli e non litigiosi,
e di mostrare mitezza a tutti.
Infine Paolo comanda a Tito
di evitare “le discussioni insensate”
e “le lotte intorno alla Legge” di Mosè
e di rigettare chiunque
si faccia promotore di una setta.
Mentre leggete il libro di Tito,
notate come sottolinea
che i sorveglianti cristiani
devono affrontare con coraggio
i problemi nella congregazione,
che lo spirito di Dio
può attirare persone di ogni tipo
e aiutarle a sviluppare
la personalità cristiana
e che i tratti negativi
tipici del mondo di Satana
devono essere rigettati
da tutti i sudditi del Regno di Dio.